Gorizia. In aeroporto una discarica di amianto

Il materiale che è stato raccolto in 191 sacchi era stato abusivamente interrato nella zona dove sorgerà la Pipistrel
Bumbaca Gorizia 09.04.2012 Amianto in aereoporto - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 09.04.2012 Amianto in aereoporto - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Una discarica abusiva. Vera e propria. Di cui si ignorava l’esistenza. A scoprirla in maniera del tutto casuale la ditta che sta procedendo alla bonifica bellica dell’area in cui verrà costruito lo stabilimento della “Pipistrel” nel compendio dell’aeroporto Duca d’Aosta. Stando a quanto faticosamente trapela, pare che il materiale fosse lì da parecchi anni, tant’è che era ricoperto dalla terra e dalla vegetazione selvaggia. Sono già stati riempiti e sigillati da una ditta specializzata qualcosa come 191 sacchi e resta ancora altro eternit da raccogliere. Entro la prossima settimana, l’area (posta nel territorio del Comune di Savogna) sarà interamente bonificata e, contestualmente, potrà riprendere l’operazione di ricerca dei residuati bellici. All’inizio, pareva ci fosse un quantitativo quasi insignificante di materiale: poi, si è scoperto che di amianto ce n’era parecchio, tanto, decisamente troppo.

Non si tratta di lastre, bensì di pezzi che non superano la grandezza di una mano, probabilmente “frutto” di più demolizioni. Ecco perché si parla di una discarica abusiva: approfittando del fatto che l’aeroporto è aperto e non c’è una vigilanza stringente, si pensa che qualcuno possa avere scaricato lì, nel corso degli anni, quel grande quantitativo. La questione è già al centro di una disputa politica a Savogna d’Isonzo. L’opposizione, infatti, accusa l’amministrazione comunale di non averla informata tempestivamente di questo sviluppo e di averlo scoperto quasi casualmente. «Ma se ne avessi avuto notizia prima dell’ultimo Consiglio, chiaramente avrei reso partecipe la minoranza. Soltanto una settimana dopo, ne sono venuta a conoscenza», sottolinea il sindaco Alenka Florenin.

Ma l’opposizione incalza. I contenuti dell’interpellanza urgente sottoscritta da Walter Devetak e da Peter Cernic (capigruppo della lista Skupaj za Sovodnje/Insieme per Savogna e Slovenska skupnost) è chiara: sono venuti «casualmente» a conoscenza del rinvenimento, durante l’operazione di bonifica da eventuli ordigni bellici, di grandi quantitativi di materiale probabilmente contenente amianto: il che si desume anche da diverse decine di grossi sacchi, stivati e pronti per l’asporto e lo smaltimento a norma. Per questo chiedono al Comune i motivi per cui «i cittadini (la comunità) e nemmeno i consiglieri comunali convocati in seduta il 21 marzo non sono stati informati. E perché, in occasione della posa della prima pietra alla presenza delle autorita regionali, provinciali e comunali, della Prefettura e del mondo economico il fatto non è stato minimamente menzionato». Ma qui c’è già la risposta della Florenin che allòra non si sapeva nulla. «Chi dovrà sostenere le spese di smaltimento di diverse tonnellate di materiale contente amianto? L’amministrazione comunale - incalzano Devetak e Cernic - intende chiedere l’ammissione come parte civile nel futuro procedimento, visto che il rinvenimento della discarica abusiva potra influire e ritardare l’iter per la costruzione dell’impianto industriale progettato? È intenzione del Comune chiedere la rimozione e smaltimento del grosso quantitativo di rifiuti di vario tipo depositati nella parte sud-ovest della zona interessata all’intervento?»

Ma soprattutto l’opposizione chiede la convocazione, quanto prima, di «una riunione straordinaria del consiglio comunale sulla gestione, controllo e salvaguardia del territorio e sul rispetto delle leggi e dei regolamenti».

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