Isonzo in sicurezza, lavori dopo l’estate
GRADISCA. Dai 5 ai 10 camion l’ora per asportare, per 3 o 4 mesi, circa 40mila metri cubi di materiali. Sono le cifre del maxi-intervento con cui la Regione, attraverso la Protezione Civile, intende mettere in sicurezza l’Isonzo nei territori dei comuni di Gradisca, Farra e Sagrado ed evitare così altre drammatiche esondazioni. Ma l’operazione, il cui inizio era in un primo tempo stato previsto per marzo, sarà fatta slittare a dopo l’estate. Il motivo? Evitare ulteriori congestionamenti a una viabilità già messa a dura prova dai cantieri per la rotonda del Mercaduzzo e per la realizzazione della tratta autostradale Villlesse-Gorizia. Una situazione da “bollino rosso” che non può essere ulteriormente complicata. E così la giunta Tommasini si è convinta a chiedere un rinvio alla ditta incaricata di Campolongo al Torre, inizialmente fissato per il 20 marzo. Già nei mesi scorsi l’azienda specializzata e il Comune hanno studiato un percorso alternativo per evitare di congestionare il traffico e di aumentare la pericolosità, già elevata, di una via Roma lunga e stretta su cui sorgono due istituti scolastici, ma senza successo. A palazzo Torriani, però, non si arrendono. «L’ipotesi più probabile è che i lavori inizino alla fine dell’estate – annuncia il sindaco gradiscano – nel frattempo la Protezione civile sta studiando possibili tragitti alternativi, onde evitare di congestionare il traffico sul Mercaduzzo». Relativamente allo sghiaiamento, era stato l’assessore regionale alla Protezione Civile, Luca Ciriani, a spiegarne la portata: «Negli ultimi anni - spiega l’assessore - si sono succeduti diversi interventi sul letto dell’Isonzo e dei suoi afferenti, per rimuovere la vegetazione che nel corso del tempo ne ha drasticamente ridotto la portata. Ora che gran parte di questi ostacoli è stata rimossa, è venuto alla luce l'accumulo di ghiaia e altro materiale che le piante hanno causato, e che comporta una sensibile diminuzione della sezione utile al deflusso». Si è reso quindi necessario rimuovere anche questo materiale, in particolare a nord dell'abitato di Gradisca, verso l'argine sinistro posto a difesa dell'abitato di Poggio Terza Armata». «Si tratta di un intervento fondamentale – spiega l’assessore ai lavori pubblici Enea Giuliani – che assieme all’avvenuto innalzamento degli argini di via Lungh’Isonzo e l’ormai prossimo riassetto della Roggia dei mulini permetterà di risolvere definitivamente il problema esondazioni». Per quanto concerne Gradisca, l’intervento riguarda la zona a nordest del punto in cui la Roggia dei Mulini confluisce nell’Isonzo.
Luigi Murciano
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