Festa della mamma: un premio a Lorena che lotta con la sua Iris

Una targa, un mazzo di rose rosse e una coda senza fine di amiche e amici in attesa del proprio turno per un abbraccio, un bacio, una parola di solidarietà: protagonista del premio “Mamma speranza”, conferitole dall’Abio (Associazione per il bambino in ospedale) nel corso della cerimonia organizzata ieri al caffè Tommaseo in occasione della festa nazionale della mamma, Lorena Chiarentin si è trovata al centro di un quadro di affetto, sostegno e partecipazione. Giovane mamma di Iris, bimba di otto anni con una diagnosi di deformazione cerebrale dalla nascita e tuttora costretta a periodici ricoveri al Burlo, Lorena ha raccontato la sua storia: «Sono madre ma anche figlia della mia bambina: abbiamo passato insieme tante difficoltà, soprattutto in reparto rianimazione e lei ha sempre dimostrato una grande forza, insegnando anche a me ad averne».
E’ stata Maria Stella Tolentino, presidentessa dell’Abio di Trieste, a conferirle il premio: «Abio è un’associazione di volontariato che si propone di rendere meno traumatica l’esperienza dell’ospedalizzazione ai bambini ricoverati al Burlo – ha spiegato – ma anche e soprattutto di aiutare le famiglie e i genitori a superare i momenti di difficoltà, garantendo una presenza amica e un aiuto pratico». I volontari sono oltre duecento, donne e uomini, impegnati nei reparti di degenza tutti i giorni in attività ricreative per i bambini, collaborando con il personale sanitario e organizzando momenti di gioco e divertimento con i Clown Abiolini, la Compagnia teatrale delle marionette e con la Pet therapy. Un’oasi di solidarietà che circonda le tante madri che, con abnegazione e speranza, attendono che la scienza trovi un rimedio ai mali dei propri bambini. Ed è l’ospedale stesso a esprimere un plauso all’esistenza di quest’oasi: «Abio, così come Azzurra e le altre associazioni di volontari, è importantissima – ha commentato il professor Mauro Melato, direttore generale dell’ospedale per l’infanzia – La connessione del Burlo con la realtà associativa è una caratteristica unica, tanto che stiamo cercando una foresteria per ospitare i volontari provenienti da tutta Italia». Vari interventi - tra cui quelli di Laura Famulari e Edoardo Sasco - e letture di poesie dedicate alle mamme e interpretate dagli stessi volontari hanno inframmezzato la cerimonia, creando un clima di commozione che ha raggiunto l’apice quando il volto di Iris, al suono della voce di sua madre, si è aperto in un grande sorriso. «Tra noi due c’è una simbiosi incredibile – ha spiegato Lorena – quando parlo Iris percepisce la mia presenza e si sente tranquilla». Descrivendo le gite insieme ai motoraduni, i viaggi in Brasile – patria natale di Lorena -, i giochi con i cuginetti, Lorena ha raccontato a tutti la sua esperienza di maternità e di vita quotidiana normale «perché Iris, per me, è normale così com’è».
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