Austriaco trovato morto in mare. Nuove piste dall’esito della Tac
TRIESTE
I resti di Wolfgang Maschin, 42 anni, il “mago” austriaco degli effetti speciali trovato cadavere il 2 maggio scorso nelle acque tra Grignano e Miramare, sono stati composti in un sacco di plastica biancastro. Che poi è stato inserito a sua volta, con le debite precauzioni, sul tapis roulant che porta all’ingresso del tubo della macchina della Tac. È iniziato così l’altra sera attorno alle 23 l’esame dell’autopsia virtuale disposto dal pm Lucia Baldovin. A operare attorno alla macchina sistemata in una saletta del reparto di Radiologia del Maggiore c’erano il medico legale Fulvio Costantinides e il radiologo Fabio Cavalli. Ma a dare il via al sofisticato esame che dovrebbe fare chiarezza sulle cause della morte dell’uomo è stato un tecnico specializzato di radiologia. Al momento l’ipotesi prevalente degli esperti è che Maschin sia morto annegato, ma è chiaro che le scansioni digitali offerte dalla Tac che saranno elaborate nei prossimi giorni consentiranno di confermare questa possibilità. I fasci di luce della Tac consentiranno anche di ricostruire il volto dell’uomo che a causa della lunga permanenza in mare è stato devastato non solo dall’acqua salata ma anche dall’azione dei pesci e dei granchi, particolarmente numerosi nella zona. Nei prossimi giorni l’immagine ricavata grazie al software utilizzato sarà confrontata con la foto del passaporto.
Intanto, un primo parziale riscontro dall’esame della Tac: a una prima valutazione non sono state trovate lesioni esterne a livello toracico.
E intanto si è saputo che l’appuntamento che Maschin aveva fissato a Parigi per il 12 aprile aveva per oggetto un incarico di collaborazione a una produzione cinematografica particolarmente importante ispirata alla vicenda di Giovanna d’Arco. Eppure quel giorno, come è emerso dalle indagini della Squadra mobile, Maschin era a Trieste, ospite del Novo Hotel Impero. In quell’albergo era ritornato, anche se la mattina stessa aveva fatto il check out e lasciato la stanza in cui aveva appena trascorso la notte. In pratica aveva mancato all’appuntamento con la produzione francese: un impegno che era stato fissato già molto tempo prima, come i poliziotti della Postale sarebbero riusciti a capire dall’esame tecnico di alcune delle e-mail “catturate” dalla memoria del server al quale fa riferimento l’indirizzo di posta elettronica di Wolfang Maschin. L’uomo però è rimasto a Trieste. Capire il motivo della sua decisione, per gli agenti della squadra mobile che su incarico del pm Baldovin stanno svolgendo le indagini, significa ricostruire le ultime ore di vita. E capire cosa sia effettivamente accaduto al mago degli effetti speciali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








