Porto, via alla trattativa con le Ferrovie slovene

Prima i treni austriaci, ora quelli sloveni. La concorrenza per i servizi ferroviari del porto di Trieste si fa sempre più serrata. Dopo un incontro tenutosi ieri all'Autorità portuale, presente Roberto Cosolini, nei prossimi giorni i manager delle Ferrovie slovene presenteranno una proposta commerciale per entrare nello scalo regionale.
A gennaio è partita quella che gli operatori hanno definito una vera rivoluzione per il nostro scalo: con un accordo di joint service la Trieste marine terminal, società di gestione del Molo VII di proprietà TO Delta e quindi facente capo a Pierluigi Maneschi, ha fatto entrare i locomotori di Rail Cargo Austria in Porto nuovo. Nelle settimane successive, così come annunciato, i servizi ferroviari del ramo commerciale delle Ferrovie austriache sono stati messi a disposizione anche degli altri terminalisti, mentre nel business rientrava a far parte anche Alpe Adria. Insomma quasi un miracolo, con tanto di presentazioni a Monaco e a Vienna, davanti a decine di operatori attivi negli scali del Centro ed Est Europa.
Ora la storia sembra ripetersi, perché un altro operatore ferroviario, stavolta le Ferrovie dello Stato slovene, potrebbe mettersi in concorrenza con Trenitalia e con la stessa Rca. Il condizionale è d'obbligo perché la parola, nelle prossime settimane, passerà ai privati che gestiscono le concessioni portuali, ma intanto le istituzioni si sono già messe a giocare la loro parte. «Il nuovo direttore generale delle Ferrovie slovene mi aveva già manifestato, un paio di mesi fa, la volontà di portare a Trieste i treni della società – spiega il il sindaco Roberto Cosolini – e così ho prospettato la cosa all'Autorità portuale».
Ieri pomeriggio l'incontro alla Torre del Lloyd con la presidente Marina Monassi per offrire al porto i servizi ferroviari facenti capo all'hub di Lubiana, e quindi già attivi per numerose direttrici sia verso Est che verso il sud dell'Europa, ma anche verso il sud della Germania. «Ben vengano nuovi servizi ferroviari per lo sviluppo del porto - ha commentato la presidente , in attesa ora di ricevere le proposte commerciali -. Si tratta di treni che già esistono e quindi di opportunità concrete». «Come qualche tempo fa ha fatto notizia che le Ferrovie italiane operassero a Capodistria, ora mi farebbe altrettanto piacere vedere quelle slovene a Trieste. Si tratta di un'opportunità utile – ha concluso il primo cittadino - . Se son rose, fioriranno».
All'incontro di ieri nella sede dell’Authority hanno partecipato il general manager Dusan Mes, il direttore e il vicedirettore del settore commerciale, Igor Hribar e Milan Jelenc. Mes, già agli onori delle cronache per avere gestito società sull'orlo del fallimento, ha preso posto al comando delle Ferrovie slovene solo un paio di mesi fa. La nomina è stata decisa per sostituire Igor Blejec, estromesso dopo solo quattro mesi di lavoro per volere del Consiglio di sorveglianza di Slovenske železnice (Ferrovie slovene). La società statale, infatti, non naviga in buone acque e Mes è il tredicesimo direttore generale della storia delle Ferrovie slovene, nate nel 1991 dopo il dissolvimento dell'ex Jugoslavia. La rete slovena ha circa 1200 chilometri di linee (331 chilometri a doppio binario) e l'elettrificazione viene garantita da un sistema analogo a quello italiano.
Lo scorso anno Slovenske železnice ha perso circa 11 milioni di euro e negli anni precedenti si era parlato più volte di una possibile cessione alle ferrovie tedesche (Db Deutsche Bahn) oppure a quelle austriache (Öbb Österreichische Bundesbahnen), anche a causa degli ingenti debiti accumulati in vent'anni di esercizio.
Evidentemente, però, gli scenari di sviluppo per gli scali del Nord Adriatico stanno cambiando e l'interesse per quest’area commerciale sta iniziando ad attrarre nuovi operatori, soprattutto in relazione all'attività del Napa (North Adriatic Ports Association). Le Authority di Venezia, Trieste, Ravenna, Capodistria e Fiume hanno infatti partecipato congiuntamente al bando di gara indetto dall’Unione Europea per il co-finanziamento di progetti di sviluppo delle reti Ten-T (Trans European Network) per le Autostrade del Mare.
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