Porto, la legge regionale pronta ad andare in aula

Entra nella fase finale la legge regionale sulla portualità che riguarda gli scali di Monfalcone e Porto Nogaro. Ieri la quarta Commissione regionale ha licenziato il disegno di legge che la prossima...
Di Giulio Garau

Entra nella fase finale la legge regionale sulla portualità che riguarda gli scali di Monfalcone e Porto Nogaro. Ieri la quarta Commissione regionale ha licenziato il disegno di legge che la prossima settimana andrà in aula per la discussione. Oltre al presidente Alessandro Colautti (Pdl) era presente l’assessore regionale Riccardo Riccardi, protagonista della gestazione della legge. La maggioranza di centrodestra, con il monfalconese Federico Razzini (Lega Nord) ha votato a favore. Qualche discussione sul fronte del centrosinistra, alcuni voti contrari (Mauro Travanut del Pd e Pustetto di Sel) ma per contro Giorgio Brandolin (esponente isontino del Pd) assieme ad altri consiglieri (Gianfranco Moretton, Travanut e Sergio Lupieri) non ha fatto opposizione, ha conquistato con i voti della maggioranza alcuni emendamenti correttivi con “spirito collaborativo”.

Ed ora si apre una settimana decisiva per la legge che approda per la discussione e il voto finale in aula. Ma sarà decisiva anche a Monfalcone visto che proprio lunedì, alla vigilia della discussione in Consiglio regionale, il Comune nell’aula consiliare farà un’analisi della legge e per l’occasione saranno ospiti in audizione i sindacati del porto che più volte hanno sollevato critiche sui punti della legge che riguardano l’organizzazione del lavoro.

Brandolin in ogni caso è fiducioso sull’iter della legge: «Siamo riusciti a inserire alcuni emendamenti che sono stati approvati - spiega - altri no. Il centrodestra ha accettato l’idea, ed è convito anche Riccardi, che questa sia soltanto il primo tassello per un ragionamento più ampio che riguardi la portualità di tutto il Fvg e il suo sviluppo. Dobbiamo diventare un unico porto, altrimenti non si compete con gli scali del Nord Europa».

Tra gli altri punti corretti c’è quello importante dello snellimento delle procedure per le concessioni e autorizzazioni e, nella parte del project financing, con l’intervento dei privati, c’è la “salvaguardia” delle attività portuali e del lavoro presente nello scalo. «Non ci siamo messi d’accordo invece sul punto delle intese che riguardano il piano regolatore» aggiunge Brandolin che conferma un’«opposizione costruttiva» anche in aula dove spera che la legge venga varata prima possibile.

Brandolin sarà uno dei relatori assieme a Roberto Marin (Pdl), Pustetto e Razzini che è anche presidente della Commissione attività produttive. Forte la soddisfazione di quest’ultimo: «Siamo a un passo dalla concreta applicazione del federalismo portuale, non sarà più Roma a decidere o peggio a paralizzare tutto. Sarà la Regione, sentito e coinvolto il Comune e il territorio a guidare le procedure, comprese quelle per il piano regolatore».

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