«Portorosega verso un nuovo sviluppo»
«Una norma di grande importanza che darà finalmente possibilità di nuovo sviluppo ai porti di competenza regionale, Monfalcone e Porto Nogaro, nella consapevolezza che Trieste è ancora di competenza dello Stato».
Ad affermarlo è il consigliere regionale del Pdl Roberto Marin dopo l'approvazione (a maggioranza) da parte della quarta Commissione del disegno di legge 182 che disciplina la portualità di competenza regionale, di cui lo stesso Marin sarà relatore di maggioranza in aula.
«Il provvedimento - rileva Marin - disciplina l'organizzazione e il funzionamento dei porti di Monfalcone e Porto Nogaro in base ai seguenti principi: separazione tra attività di amministrazione, di regolazione e attività d'impresa; trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione; libertà d'impresa e libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi; tutela dell'efficienza del mercato portuale e dell'utenza dei servizi generali e delle operazioni portuali; promozione dei servizi marittimi e portuali e dello sviluppo portuale in armonia con il sistema delle infrastrutture di trasporto e della logistica».
Secondo il relatore il disegno di legge ha trovato il giusto equilibrio «tra gli interessi strategici della Regione e le esigenze delle amministrazioni comunali, tra i grandi e i piccoli gruppi di operatori e tra sviluppo e sostenibilità. Vi sono ancora alcuni punti da chiarire e approfondire, ma sono convinto che troveremo la giusta sintesi prima della discussione generale in Consiglio regionale».
E mentre Marin auspica una «veloce approvazione della legge» interviene anche l’altro relatore di maggioranza, il monfalconese Federico Razzini (Lega Nord) che sottolinea come si sia «a un passo dalla concreta applicazione del federalismo portuale». Il consigliere leghista auspica la collaborazione delle opposizioni «perché la legge deve essere uno strumento operativo e snello attento a non creare ingorghi istituzionali di competenze». Ok dunque ai «metodi partecipati ma i ruoli decisionali devono essere chiari, come previsti dal testo uscito dalla giunta». Secondo Razzini si dovrà «definire meglio da qui all’aula quali sono i soggetti che opereranno come bracci operativi e soprattutto garantire in legge la coesistenza di piccoli e grandi operatori portuali». Su programmazione e concessione «È evidente che se tutti i soggetti vogliono comandare - conclude Razzini - finisce che si blocca tutto ed è proprio quello di cui gli operatori, i lavoratori, la nostra gente non hanno bisogno». (g.g.)
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