Università, sì unanime alla federazione Trieste-Udine

L’accordo di programma approvato dai due Senati accademici. Entusiasti i rettori Peroni e Compagna: «Attueremo un nuovo modello che migliorerà la ricerca, l’offerta formativa e i servizi a disposizione»
Silvano Trieste 29/03/2011 Universita' di Trieste, i Rettori Peroni e Compagno
Silvano Trieste 29/03/2011 Universita' di Trieste, i Rettori Peroni e Compagno

I Senati accademici delle Università di Udine e di Trieste hanno approvato la sottoscrizione di un accordo di programma per una collaborazione in chiave federativa.

Il documento è stato votato dai due organi di governo, prima a Udine e poi a Trieste, e costituisce la base per una "federazione" tra i due Atenei che apre la via a un nuovo modello di elaborazione delle strategie di sviluppo della ricerca, di razionalizzazione e miglioramento dell'offerta formativa, di internazionalizzazione, di trasferimento tecnologico e di erogazione dei servizi.

L'accordo si candida al finanziamento previsto dal Miur e destinato alle azioni di federazione interuniversitaria.

"Un atto - commentano i rettori, Cristiana Compagno (Udine) e Francesco Peroni (Trieste) - di grande importanza, che testimonia la lungimiranza con cui gli atenei regionali sanno guardare al futuro e fronteggiare le sfide imposte dalla competizione universitaria globale".

La collaborazione viene estesa a diverse filiere tematiche - offerta formativa, ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, relazioni internazionali, servizi - disciplinando tempi e modi del dialogo tra gli organi di governo delle due Università. Slancio viene dato alle politiche di internazionalizzazione, attraverso un'azione coordinata negli ambiti del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) e della Conferenza dei rettori dell'Alpe Adria.

"Si tratta - affermano Compagno e Peroni - del primo passo nella costituzione di un sistema universitario 'a rete' e auspichiamo si unisca a breve la Sissa e via via anche altre università dell'area triveneta e dei Paesi confinanti, nella cornice della neocostituita 'Euroregione senza confini'".

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