Locali, estate in musica ma solo fino alle 23

In arrivo il nuovo regolamento comunale che anticipa di oltre un’ora il “copridecibel”. Non più di 48 eventi l’anno. Contributi per ripulire le aree
Paolo Giovannini, 22-08-2008 Trieste - notti brave.
Paolo Giovannini, 22-08-2008 Trieste - notti brave.

La musica è finita (prima). E i clienti, più che gli amici, se ne vanno (altrettanto prima). In compenso, però, chi ha la finestra di casa giusto sopra il bar riuscirà a prendere sonno (prima, appunto).

Davanti alla linea di partenza della stagione calda - quella che incoraggia a tirarla per le lunghe dentro e fuori i locali pubblici, con le ormai immancabili proteste delle famiglie nelle zone a più alto tasso di fracasso - il Comune pesta duro il pedale dell’acceleratore e brucia sul tempo gli esercenti. Lasciandoli al palo, quasi disorientati, a chiedersi che fare, come reagire a cotanto decisionismo. Un decisionismo che si traduce nell’intenzione di anticipare lo stop alla musica di oltre un’ora, alle 23, annunciato da un suo abbassamento a partire dalle 22. Un decisionimo, peraltro, che entra in scia all’intransigenza appena mostrata a Udine dal primo cittadino Furio Honsell (si legga l’approfondimento qui a destra).

L’amministrazione cittadina in effetti - pur precisando per voce dell’assessore competente, Elena Pellaschiar, e pure del sindaco, Roberto Cosolini, che si tratta ancora di ragionamenti preliminari, da condividere e aggiustare con le categorie interessate - stringe i tempi confidando in una rapida approvazione del nuovo Regolamento comunale per l’intrattenimento urbano. È qui per rapida s’intende, presumibilmente, un mese non di più. Già perché, il coprifuoco (ma in questo caso sarebbe più corretto parlare di copridecibel) o lo si introduce prima dell’estate (o per lo meno durante) oppure gli si dà appuntamento all’anno venturo, posto che imporlo quando l’estate sta finendo avrebbe ben poco senso.

Ecco allora - stando alle indiscrezioni delle ultime ore - le proposte elencate sull’unghia proprio questa settimana, ai rappresentanti di ristoratori e barman dalla stessa Pellaschiar. Scatta anzitutto la divisione, che oggi non c’è, tra i pubblici esercizi che fanno intrattenimento e quelli che fanno allietamento, in ossequio a una scissione formale cui ogni comune del Friuli Venezia Giulia era stato chiamato a predisporre dal Testo unico regionale sul commercio firmato Bertossi, nel 2005, sotto Illy. Allora Cosolini era a sua volta un assessore regionale. Oggi è il sindaco di Trieste. E così prova lui a chiudere il cerchio.

Sentita così, sembra una questione di lana caprina, ma non lo è. Dovrebbe, anzi, essere il cuore del nuovo Regolamento. Nella categoria dell’intrattenimento rimangono infatti discoteche e locali similari, titolari di specifiche autorizzazioni comunali a organizzare e gestire determinati eventi (fino a tarda ora in quanto sufficientemente alla larga dalle case) nonché soggette al controllo della Siae e dell’apposita Commissione provinciale di vigilanza sul pubblico spettacolo. Al rango d’allietamento, invece, vengono per così dire retrocessi tutti gli altri pubblici esercizi di tutto il territorio comunale, e i baretti della movida estiva in centro non fanno eccezione, come non lo fa, per esempio, neppure il ristorante di livello che ospita un complesso musicale durante una festa di matrimonio. Per questi, in particolare, attualmente vige una prassi piuttosto elastica che prevede l’abbassamento progressivo della musica verso le 23, 23 e 30, con la chiusura a mezzanotte, dead-line, sulla carta almeno, della stessa Siae. La proposta Pellaschiar, invece, punta a un abbassamento della musica alle 22, e al suo spegnimento tassativo alle 23. Morale: copridecibel anticipato di un’ora, e anche più, considerato l’occhio e mezzo tenuto chiuso finora.

Ma l’orario di stop alla musica (live o via stereo, non fa differenza) non è l’unica regola che il Comune ha studiato e ha proposto, per ora solo informalmente. Per i locali d’allietamento, in effetti, dovrebbe essere introdotto anche un tetto - che oggi non c’è - al numero di eventi musicali organizzabili nel corso di un anno: 48, non di più, dando sempre credito alle indiscrezioni. Significa uno a settimana, scarso, anche se è chiaro che poi i gestori si attrezzerebbero per concentrare il proprio “contingente” in estate. Non solo: se finora basta una comunicazione col relativo silenzio-assenso, col nuovo Regolamento per contro si prospetta l’obbligatorietà per l’esercente di stilare e comunicare anticipatamente un programma annuale di eventi, da sottoporre e far autorizzare al Comune stesso per questioni di ordine e rispetto della quiete pubblica.

Ultima novità, tra quelle al momento trapelate, la possibilità che nel Regolamento ci sia lo spazio pure per un contributo supplementare, da parte di ristoratori e baristi, alla pulizia del giorno dopo del suolo pubblico circostante, in proporzione al grado di degrado (le multe anti-pipì evidentemente non bastano) riscontrato da AcegasAps e guardie ambientali del Comune. Chi inquina paga, insomma, anche se non siamo su terreno industriale.

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