«La strada per Manzano dannosa all’agricoltura»

Aperto dissenso del Comune di Palmanova e di Lagambiente al progettato collegamento. I motivi della contrarietà in un’affollata assemblea pubblica
Di Alfredo Moretti
Jalmicco 08 giugno 2012 Riunione del gruppo civico di Jalmicco e Chiopris-Viscone sul collegamento stradale Manzano-Palmanova. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Ferraro Simone
Jalmicco 08 giugno 2012 Riunione del gruppo civico di Jalmicco e Chiopris-Viscone sul collegamento stradale Manzano-Palmanova. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Ferraro Simone

IALMICCO. Unanime dissenso alla strada di collegamento tra il casello autostradale di Palmanova e l’area del Manzanese. Questa arteria non serve assolutamente a risollevare le sorti del cosiddetto “Triangolo della sedia”, ma avrebbe soltanto l’effetto di privare ancora di più i centri della Bassa friulana, toccati da questa lunga striscia d’asfalto, di terreno agricolo. E si prospetta una “bandiera nera” di Legambiente sui piani del traffico della Regione. Dunque, consumo di suole senza crescita è stato affermato all’incontro che si è tenuto a Ialmicco organizzato dal “gruppo di cittadini di Ialmicco e Chiopris–Viscone” e appunto da Legambiente.

In apertura, l’assessore ai Lavori pubblici della città stellata, Gian Luca Birri, ha ricordato la genesi di questo intervento sostenuto prima dall’assessore regionale Sonego, quindi proseguito dall’attuale referente alla Viabilità Riccardo Riccardi. «Il progetto della Provincia del 2005 – ha dichiarato Birri- era sicuramente più attinente e plausibile, ma poi ha preso in mano tutto la Regione stravolgendo tutto. Siamo di fronte ad un’opera di grande e violento impatto ambientale - ha sottolineato ancora Gian Luca Birri- che andrà a compromettere uno dei pochi territori di campagna ancora presenti in quest’area, inoltre andrà ad incidere anche sull’alveo del torrente Torre e sulla confluenza Torre–Natisone».

Secondo Birri è chiaramente da rivedere la viabilità, ma in altri termini e non con una spesa di 86 milioni di euro che non risolverebbe la grande crisi del Manzanese. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Denis Galas, portavoce dei cittadini di Chiopris–Viscone che ha ribadito come il progetto regionale vada a graffiare una delle poche zone agricole particolarmente attive ricca attualmente di frutteti e vigneti.

«Abbiamo elaborato e presentato alla Regione un progetto alternativo che verte sulla sistemazione della strada già esistente, la Palmarina- ha detto il sindaco Francesco Martines -. Questa iniziativa è stata condivisa da molti, ma non ascoltata. Vi sono molti lati oscuri in tutta questa determinazione da parte dell’Ente regionale a mettere in atto il progetto che dovrebbero essere chiariti in quanto non esistono logiche che legano la realizzazione di questa strada con uno sviluppo economico dell’area del Manzanese». «Ho l’impressione - ha dichiarato Martines - che su questa strada si mettano in moto grandi speculazioni edilizie». Per Giorgio Cavallo di Legambiente il piano regionale su questa arteria viaria è da ridiscutere perché il progetto è nato già vecchio, cioè allorché il settore della sedia era già in piena crisi. A parere di Denis Puntin, segretario della Confederazione nazionale artigianato Fvg è necessario varare un progetto di trasformazione dell’industria legata al Manzanese, poi eventualmente discutere sulle strade di collegamento. «Vi sono 42 imprese al giorno che chiudono i battenti in quest’area- ha ribadito Puntin. Il problema è risolvere questa situazione, non certo realizzare infrastrutture per un traffico che non c’è più».

Nel presentare il progetto alternativo, Gian Luca Birri in chiusura di convegno ha invitato i presenti a sottoscrivere una lettera che sarà inviata al governatore Renzo Tondo con tutte le considerazioni in merito a questa strada che a quanto pare nessuno vuole.

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