La ricerca sulle tracce di bandi miliardari

Una cifra totale di 8,1 miliardi di euro. L’ha stanziata l’Unione europea: servirà a finanziare progetti su salute, protezione ambientale e nuove soluzioni per la gestione dei rifiuti e delle sfide dell’urbanizzazione. I soldi sono quelli inseriti nei bandi di ricerca 2013, presentati pochi giorni or sono dalla Commissione europea nell’ambito del VII Programma Quadro: sono gli ultimi della programmazione finanziaria 2007-2013. Gli enti d’eccellenza operativi sul territorio triestino sono ovviamente pronti a scendere in campo, con progetti, per assicurarsi dei finanziamenti. Un canale importante, quello europeo, anzi fondamentale: sempre e ancor più oggi, nella delicata situazione economica in cui versa l’Italia e che non concede margini in termini di supporto in denaro al mondo scientifico. Per il quale anzi i tagli sono l’attualità. «I ricercatori della Sissa - gonfia il petto il direttore della Scuola internazionale superiore di studi avanzati, Guido Martinelli - hanno finora incamerato otto o nove grant europei nell’ambito del VII Programma Quadro, per un totale di fondi ottenuti pari a 14 milioni di euro. Siamo quindi pronti ad approfittare di tutte le opportunità future: quelli europei sono una parte fondamentale dei fondi per la ricerca. E - aggiunge Martinelli - possono rappresentare un grande vantaggio per Trieste e la regione tutta». In che termini il direttore della Sissa lo spiega subito, con apposito esempio: «Io stesso ho ricevuto un finanziamento europeo da un milione e 500mila euro. Cifra con cui è possibile stipulare circa 12 contratti di ricerca: questo determina l’arrivo di persone a Trieste, che prendono casa in affitto, qui vivono e acquistano, oltre a fare ricerca. Sempre con l’Unione europea - conclude Martinelli - la Sissa, con un progetto, è entrata nella selezione finale dei Flagship. Dei sei in lizza, solo due verranno finanziati».
Anche la sede triestina dell’Icgeb - Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie non scherza in termini di reattività agli input comunitari. Spiega infatti il direttore Mauro Giacca: «Erano usciti dei draft (bozze, ndr) relativi ai bandi, pertanto siamo allertati da tempo. Per quanto mi riguarda, faccio parte di una cordata con colleghi di Olanda, Germania e Francia in un progetto su nuove tecnologie per la rigenerazione cardiaca: parteciperemo alla gara. In generale - dice infine Giacca - guardiamo con interesse all’Europa perché importante fonte di finanziamento». (m.u.)
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