Morti in Porto Vecchio, la Procura indaga per omicidio colposo
Secondo una prima ispezione esterna sulle salme, la ventunenne friulana Marilisa Covasso e il ventitreenne marocchino che era con lei, sarebbero morti intossicati dal monossido di carbonio sprigionato dal fumo

Omicidio colposo: è questo il reato ipotizzato al momento dalla Procura per la morte dei due ventenni, trovati senza vita nell’incendio divampato domenica sera nel Magazzino 18.
Secondo una prima ispezione esterna sulle salme, la ventunenne friulana Marilisa Covasso e il ventitreenne marocchino che era con lei, sarebbero morti intossicati dal monossido di carbonio sprigionato dal fumo, prima di essere lambiti dalle fiamme, che ne hanno parzialmente ustionato i corpi. Sarà l’autopsia, già disposta dal sostituto procuratore Alessandro Perogio ma non ancora eseguita, ad appurare le cause del decesso e il presunto nesso causale con il rogo.
Si è trattato di un falò acceso al piano terra e sfuggito di mano ad altri quattro giovani marocchini che lo avrebbero acceso per scaldarsi o per cucinare. Loro sono riusciti a mettersi in salvo, uscendo prima che l’hangar fatiscente (sgomberato e sigillato mesi fa dalle autorità) si trasformasse in una trappola mortale. Mentre la coppia, rifugiata in uno stanzino al primo piano non ha avuto scampo. Il gas killer avrebbe avvelenato i due giovani risalendo un condotto, in una sorta di effetto camino.
I sopravvissuti sono già stati identificati dalla polizia e a breve verranno risentiti. I loro nomi potrebbero essere iscritti sul registro degli indagati insieme a eventuali altre posizioni di garanzia.
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