Il Pd insorge dopo l’attacco a Gialuz: «Fedriga pensi a risolvere i problemi»
La replica di Conti e Paglia ««Il presidente Fedriga è stato colto nel vivo, sa di essere al centro di un ciclone e reagisce in modo scomposto». Ics: «Vittime estranee all’accoglienza? Per caso»

Se il diretto interessato non ha replicato all’attacco frontale del presidente Massimiliano Fedriga che, di fatto, ha aperto la campagna elettorale delle prossime elezioni comunali, a rispondere per conto di Mitja Gialuz è il Pd, intervenuto ieri con la segreteria regionale e con quella provinciale.
Dopo le accuse di «speculazione vergognosa» sollevate da Fedriga in merito alle critiche delle opposizioni - e in particolare del candidato sindaco “in pectore” dei dem - sui due morti nel Magazzino 18 del Porto Vecchio, la segretaria regionale Caterina Conti attacca: «Il presidente Fedriga è stato colto nel vivo, sa di essere al centro di un ciclone e reagisce in modo scomposto. Di fronte a una tragedia come questa le osservazioni degli esponenti del centrosinistra sono state pacate e responsabili. Invece le speculazioni politiche sono quelle partite da destra quando qualcuno ha cominciato a distinguere tra i morti, con un cinismo imbarazzante. Siamo noi meravigliati per un presidente che ricorre agli attacchi personali, segno di debolezza. Se può, Fedriga risponda con proposte, spieghi cosa è stato fatto e soprattutto cosa intende fare. Oppure continui a tacere tenendosi alla larga dai problemi che non sa o non vuole risolvere».
«Fedriga accusa la sinistra di “soffiare sul fuoco”. Peccato che il fuoco, in Porto Vecchio, fosse reale. E abbia ucciso due giovani», - rincara la segretaria provinciale Maria Luisa Paglia che rilancia sull’opzione del centro a bassa soglia di via Gioia. «Il presidente - aggiunge Paglia - sostiene che raccontiamo una realtà inesistente e non proponiamo soluzioni. Sulle dichiarazioni del sindaco è meglio sorvolare. Ma quale sarebbe la realtà “inventata”? Due giovani sono morti in un magazzino abbandonato, frequentato da persone costrette a cercare lì un riparo. Secondo le prime ricostruzioni, il rogo potrebbe essere partito da una fiamma accesa per cucinare o riscaldarsi. E la risposta di Fedriga è che le vittime non appartenevano al sistema di accoglienza di Trieste. Davvero pensa che questo assolva le istituzioni? Se due persone, migranti, senzatetto o portatrici di altre fragilità, dormono in un edificio dismesso e muoiono in questo modo, significa che il sistema di accoglienza e protezione sociale non funziona. Il Porto Vecchio rischia ormai di diventare il “Cimitero Vecchio”, mentre chi governa si esercita nello scaricabarile».
In riferimento alle dichiarazioni del presidente Fedriga sulla tragedia id Porto Vecchio, ieri è intervenuto anche l’Ics che ha voluto chiarire «un punto fondamentale»: «Il fatto che le due persone decedute nell’incendio fossero estranee al sistema di accoglienza non cancella il legame tra quanto accaduto e la situazione delle persone migranti a Trieste», ha precisato in una nota il Consorzio aggiungendo poi: «Che questa volta a perdere la vita siano state due persone estranee al sistema di accoglienza lascia intatta la gravità di una situazione che denunciamo da anni».
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