Alleanza Gorizia-Tarvisio per istituire la zona franca
Nel futuro di Gorizia potrebbe esserci nuovamente la... Zona franca. Non quella old style che si identificava soprattutto con la benzina agevolata, con i “buoni” prima e con la tesserina magnetica poi. Ci riferiamo alla Zona franca urbana. Per raggiungere l’obiettivo è stata siglata una sorta di alleanza fra i Comuni di Gorizia e di Tarvisio. Il “patto” è stato sancito nei giorni scorsi a Udine, tra il sindaco del capoluogo della Valcanale Renato Carlantoni e l’assessore comunale alle Attività economiche di Gorizia Arianna Bellan. «Probabilmente, si accoderà pure il Comune di Manzano», fa sapere il sindaco Ettore Romoli.
L’intento
del progetto
La Bellan non nasconde che questa è una delle «poche possibilità di sviluppo» per il nostro territorio. La concorrenza della Slovenia è spietata ed è favorita da un carico fiscale nettamente inferiore rispetto a quello che grava sulle imprese nostrane. «L’istituzione della zona franca – ha spiegato di recente l’assessore Bellan – favorirebbe l’insediamento di realtà produttive sui nostri territori, che potrebbero godere di sgravi per le imposte e per il pagamento dei tributi». Il periodo potrebbe estendersi per i primi cinque anni di attività. «Stando ai parametri “passati” nel 2005 i nostri territori non avevano le caratteristiche per ottenere questo riconoscimento ma, visto che la situazione è peggiorata, ci sono possibilità». Tarvisio e Gorizia sono le località più colpite in regione dopo l’allargamento dell’Ue ad Est: per questo i due Comuni si aspettano un occhio di riguardo dalle istituzioni sovra-comunali. Attualmente non dispongono di strumenti per competere alla pari con i “vicini” austriaci e sloveni. Chiaro che sia per Gorizia che per Tarvisio, l’istituzione di una Zona franca urbana significherebbe riuscire ad attrarre imprenditori.
La situazione di svantaggio
per l’Isontino
E allora riemergono le conclusioni dell’interessantissimo report redatto qualche tempo fa dallo studio associato di commercialisti Pella-Strizzolo per conto della Provincia: approfondimento in cui si evidenzia il peso del carico fiscale in Italia, in Slovenia e in Austria. Il risultato? La nostra nazione è soccombente. Qual è il carico fiscale e contributivo gravante su un operaio generico in Italia e in Slovenia? Come si può evincere dal gradico in alto, la retribuzione lorda a Gorizia è di 25mila euro, a Nova Gorica di 17.690,42 euro. Le imposte da noi ammontano a 4.654 euro contro i 2.368,40 richiesti “di là”. Il contributo a carico del datore di lavoro, poi, assomma a 18.048 euro a Gorizia e a 12.473,86 a Nova Gorica. In più, da noi ce l’Irap (1.276 euro). Morale della favola? Il costo di un operaio per il datore di lavoro è di 33mila 996 euro in Italia che si riduce a 23mila 600 poco più in là, in Slovenia. Chiaro è lo svantaggio dell’area isontina rispetto alla Slovenia.
Il rapporto
Pella-Strizzolo
«È un dato di fatto - si legge nel rapporto - che la Provincia di Gorizia, per la sua posizione geografica di confine, risenta in questo momento della concorrenza degli Stati confinanti. Dal Primo gennaio 2008 le aliquote d’imposta sono pari al 27,50% per quanto riguarda l’Ires e al 3,90% per quanto concerne l’Irap (seppure con basi imponibili diverse), per un carico fiscale complessivo “teorico” sul reddito prodotto pari al 31,40%. Anche se, per le cosiddette imprese virtuose in Friuli Venezia Giulia, l’aliquota Irap scende di quasi un punto percentuale, il sistema fiscale a cui sono sottoposte le società di capitali in Italia si presenta meno attraente rispetto a quello dei Paesi confinanti. Infatti, pur non arrivando ai livelli della Repubblica d’Irlanda, dove l’aliquota d’imposta è del 12,5%, in Austria l’aliquota sul reddito prodotto dalle persone giuridiche è del 25% e in Slovenia è del 20%». Della “Zona franca urbana” si occupò, a suo tempo, pure la Provincia. Il Consiglio provinciale ha anche approvato un ordine del giorno puntuale in cui si affrontava il problema e si prospettava una soluzione.
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