«La Resurrezione deve ridare fiducia all’afflitta Trieste»

Pubblichiamo le parti salienti del messaggio per la Pasqua del Vescovo Giampaolo Crepaldi. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, cari amici! Pasqua è il fondamento della fede e della speranza di...

Pubblichiamo le parti salienti del messaggio per la Pasqua del Vescovo Giampaolo Crepaldi.

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, cari amici! Pasqua è il fondamento della fede e della speranza di ogni cristiano: Gesù di Nazaret, il Crocifisso, è risuscitato dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture. L’annuncio degli angeli, in quell’alba del primo giorno dopo il sabato, a Maria di Magdala e alle donne accorse al sepolcro, lo riascoltiamo oggi con rinnovata emozione: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato!» (Lc 24,5-6). Senza la Pasqua, la fede e la speranza sarebbero svuotate di ogni significato e si ridurrebbero al ricordo di un grande uomo vissuto più di 2000 anni fa, ma niente di più. Con la Resurrezione del Crocifisso, invece, nasce una nuova era: l'era in cui possiamo sperare, l’era in cui la speranza diventa fede certa che la vita vince la morte, che l'amore è più forte dell'odio. I potenti che pensavano di mettere fine in quel sepolcro all'avventura di un uomo straordinario che scardinava ogni oppressione, si ritrovano una tomba aperta e l'annuncio dirompente che cambierà la storia dell'umanità: «Cristo è Risorto dai morti»! La Pasqua del Signore offre a tutti la possibilità di vivere una vita nuova e buona, coltivando la vocazione cristiana al dono di sé, come ci ha invitato a fare il nostro amato Santo Padre Francesco.

Papa Benedetto XVI ci ha ricordato che «la risurrezione non è passata, la risurrezione ci ha raggiunti ed afferrati. Ad essa, cioè al Signore risorto, ci aggrappiamo e sappiamo che Lui ci tiene saldamente anche quando le nostre mani si indeboliscono. Ci aggrappiamo alla sua mano, e così teniamo le mani anche gli uni degli altri... Io, ma non più io (cf Gal 2,20): è questa... la formula della risurrezione dentro al tempo. Se viviamo in questo modo, trasformiamo il mondo. È la formula di contrasto con tutte le ideologie della violenza e il programma che s'oppone alla corruzione ed all'aspirazione al potere e al possesso». (Omelia nella Veglia Pasquale, 2006). Credere nella risurrezione di Cristo porta a impegnarsi per la risurrezione dell'uomo. Quante ferite, quanto dolore nel mondo: fame, violenza - talvolta in nome della religione -, disprezzo della vita, violazione dei diritti umani, sfruttamento della persona. Anche la nostra amata città di Trieste ha urgente bisogno di sperimentare uno spirito pasquale, uno spirito di vita e di speranza. Segnata da una preoccupante crisi demografica, incerta sulla propria identità culturale e sul proprio futuro, afflitta da crescenti ferite nell'ambito produttivo e del lavoro, Trieste ha bisogno di vita, di fiducia e di speranza. In questa prospettiva, a tutti giunga l'augurio di una buona e santa Pasqua, soprattutto ai bambini, ai giovani, alle famiglie, ai malati e a quanti hanno perso il lavoro o si trovano in situazione di povertà. A tutti assicuro la preghiera della Chiesa e tutti benedico nel nome del Signore Risorto.

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