Borgo Basiol nasce dal Forte dei francesi
GRADISCA. Prosegue a Gradisca il lento ma affascinante percorso di riappropriazione dell’identità dei borghi, della loro storia e delle loro tradizioni. È stato presentatai, non a caso alla trattoria Novecento(ex Unione o “da Zaneto) che un tempo era l’unico riferimento di quelle lande, la pubblicazione “Borg Basiol”, raccolta di immagini e note storiche curata dall’appassionato di storia locale Paolo Mucchiut.
Presidente dell’associazione Gradisca è nonchè maniacale collezionista di fotografie, cartoline e documenti riguardanti Gradisca, Mucchiut ha voluto dedicare questa pubblicazione alla città che l’ha accolto e in particolare al borgo che è diventato la sua casa da ormai svariati decenni. Al vernissage della pubblicazione non sono voluti mancare il sindaco, Franco Tommasini, accompagnato dagli assessori Bressan e Latella, e il comitato “Amici dal Borc Basiol” che da alcuni anni cerca di intraprendere la strada del recupero delle tradizioni e della socialità del rione, rappresentati da Stefano Capacchione. . La ricerca di Mucchiut parte da lontano, dalle Guerre Gradiscane del 1615, quando Venezia volle chiudere l’accerchiamento della Fortezza gradiscana costruendo dei forti a sua difesa. Quello noto come Forte dei Francesi costituisce il nucleo primigenio dell’odierno Basiol, diverso da tutti gli altri per la sua strategica posizione di vicinanza al fiume Isonzo. Un luogo di passaggio, di laboriosità contadina ma anche di fatti drammatici nel corso della Grande guerra. Quasi un paese nella città, tant’è vero che per decenni - e tuttora gli anziani lo fanno – si è sentito subalterno a Gradisca. Mucchiut del Basiol racconta con dovizia di particolari la nascita, l’evoluzione, la distruzione e la ricostruzione, sino all’epoca fascista e alla sua definitiva rinascita e affermazione, agevolata da alcuni fatti non solo simbolici come la costruzione della chiesa nel 1964, la fondazione della società di calcio San Marco, l’apertura delle prime attività commerciali e servizi, lo sviluppo urbanistico che gli hanno permesso di superare quel dualismo con il centro gradiscano e divenirne anzi – come ricordato dal sindaco – una risorsa fondamentale. (l.m.)
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