Case Ater di largo Niccolini in rovina prima della consegna

Muri e finestre imbrattati da scritte disegnate con le bombolette spray. Lattine di birra e bottiglie di plastica abbandonate ovunque, insieme a mozziconi di sigarette, escrementi di cani ed immondizie di ogni genere: il tutto accompagnato da un inevitabile odore nauseabondo. Non ci troviamo nella peggior periferia di una città metropolitana, ma nel cuore di Trieste, non lontano dal centro storico: precisamente in largo Niccolini, nel complesso degli alloggi Ater, sorto sulle ceneri dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco. I quali da tempo si sono trasferiti in via D’Alviano.
Il paradosso è che, quella di Largo Niccolini, è una struttura nuova di zecca, completata due anni or sono, ma ancora inutilizzata e già in preda ad un degrado profondo. Sia di giorno, ma soprattutto durante la notte, la zona è diventata un rifugio per gruppi di sbandati, extracomunitari ma anche ragazzini minorenni del luogo, che bivaccano nel passaggio pedonale aperto al pubblico che separa i due edifici e che funge da collegamento tra via Foscolo e via D’Azeglio. Una situazione insostenibile che sta mettendo sul piede di guerra l’intero quartiere, dai residenti ai commercianti.
«Ho aperto la mia attività tre anni or sono proprio perché sapevo che da lì a poco sarebbe stato inaugurato il nuovo complesso, con la speranza di veder aumentate le prospettive di lavoro - sbotta Michele, titolare del bar di Largo Niccolini -. Ed invece da quel giorno solo promesse e continui rinvii: è una situazione preoccupante che sta mettendo in subbuglio tutto il rione».
Non le manda a dire nemmeno Ilaria, proprietaria della tabaccheria adiacente: «E’ uno scandalo bello e buono - tuona -. Sono costretta a vergognarmi della mia città: qualche giorno fa sono arrivati in visita alcuni miei amici inglesi e sono rimasti letteralmente allibiti da quello che hanno visto qui». Andrea gestisce la trattoria “Alla Bella Trieste” e porta avanti un’attività di famiglia che dura da quasi sessant’anni. «E’ incredibile come quella che doveva essere un’occasione per riqualificare l’intero quartiere si sia invece trasformata in un concentrato di degrado - afferma -. E’ tutto pronto da un paio d’anni e ci troviamo nella situazione limite di avere un complesso inutilizzato ma già vecchio e rovinato».
Non usa troppi giri di parole Gigi, che insieme alla moglie conduce il negozio di frutta e verdura. «Questi sono soldi pubblici letteralmente buttati via - sbotta -. Ci sono persone che hanno bisogno di una casa e che invece sono costrette ad aspettare ancora: una vicenda incredibile che sta penalizzando tutti».
Sulla delicata questione interviene il direttore dell’Ater Giorgio Ceria: «Sono perfettamente conscio della situazione difficile che sta vivendo l’intero quartiere - precisa Ceria -. La realizzazione del complesso ha dovuto sopportare un iter tormentato fin dalla posa della prima pietra, affrontando e risolvendo in corso d’opera tutta una serie di problematiche.
«Voglio però rassicurare residenti e commercianti che entro la fine dell’estate sarà consegnato l’asilo comunale e che contemporaneamente saranno usufruibili tutti gli alloggi, in modo da poter finalmente scrivere la parola fine su una vicenda lunga e travagliata».
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