Schiavizzata dal giorno del “sì” denuncia il marito dopo 37 anni

L’ha maltrattata tutti i giorni da quando si sono sposati, ossia dal 1975. Angherie e persecuzioni quotidiane che hanno costretto la vittima di questa vicenda di stalking a una vita di sofferenze fisiche e morali. Trentasette anni vissuti in uno stato di angoscia e paura, come hanno accertato gli investigatori del commissariato di Muggia. Il pm Massimo De Bortoli ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo, che ha 65 anni e del quale non riportiamo le generalità per evitare che la vittima e anche la figlia possano essere riconosciute. È difeso dall’avvocato Elisa Amadeo.
Parole pesanti e rimproveri per presunti comportamenti inadeguati della donna in merito alla gestione della casa e del bilancio familiare erano quotidiani. Si andava da frasi come «Xe sempre tutto in disordine» ad altre come «Tuti ’sti soldi te ga speso» o ancora «Te ga le mani sbusade, te spendi troppo..». Ma non solo. Con frequenza giornaliera l’uomo minacciava la donna di allontanarla dalla casa coniugale. Aveva creato un tale clima di paura che lei non si faceva mai trovare mentre guardava la televisione. Una serva: doveva impegnarsi continuamente nei lavori di casa come lavare, stirare e rammendare, fino a tagliare i capelli del marito e della suocera per risparmiare il più possibile.
E non è tutto. Infastidito dal fatto che la moglie russasse, l’uomo per tre mesi l’ha obbligata a dormire nella cameretta con la figlia. Spesso la umiliava lamentando che lei non gli aveva mai pagato l’affitto e che all’interno della casa coniugale lui era il padrone di tutto: lei non possedeva nulla. Ancora: se lei avesse desiderato portare qualcosa in casa avrebbe dovuto ottenere il permesso. Dalle indagini sono emersi altri episodi. Il 27 dicembre del 2011, per esempio, il marito le aveva nascosto un regalo con un biglietto da parte della figlia. Poi l’aveva minacciata e dopo averla afferrata per il collo le aveva detto: «Ti ammazzo». L’aggressione aveva causato alla donna lesioni guaribili in otto giorni.
La vittima ha resistito il più possibile. Anni e anni di maltrattamenti. Poi, nel febbraio dello scorso anno, si è rivolta agli agenti del commissariato di Muggia ai quali ha riferito il lungo incubo. La denuncia è stata trasmessa al pm Massimo De Bortoli. Il quale ha disposto una serie di accertamenti e alla fine, quando le ipotesi di accusa hanno assunto concretezza, ha chiesto il rinvio a giudizio del marito ritenuto un persecutore.
Secondo l’Istat sono oltre sette milioni in Italia le vittime - in gran parte donne - di violenza fisica e psichica. Quasi in tre milioni hanno dovuto sopportare la martellante azione di un persecutore. All’inizio - come senz’altro anche in questa vicenda - il comportamento è gentile, suadente. Ma col tempo diviene maniacale, finalizzato al «sequestro psicologico» della vittima.
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