Trieste, umilia e nasconde la moglie «perché è troppo brutta»

La donna dopo anni di mortificazioni ha denunciato il marito imprenditore per stalking e ora il pm De Bortoli ne ha chiesto il rinvio a giudizio

Ha obbligato la moglie a nascondersi dietro a una tenda nell’ufficio della sua impresa per evitare che i clienti potessero spaventarsi per la bruttezza della donna.

Questa accusa del pm che sembra tanto incredibile fa venire alla mente le storie cinematografiche del ragionier Ugo Fantozzi con la moglie Pina e la figlia Mariangela che lui stesso, per sottolinearne la bruttezza, chiamava Cita Hayworth.

L’uomo (del quale non riportiamo le generalità per evitare che la moglie venga identificata) è accusato di stalking e di svariati maltrattamenti dal pm Massimo De Bortoli. Che ha chiesto il suo rinvio a giudizio. L’imputato che è difeso dall’avvocato Lucio Frezza, ha 75 anni e gestiva assieme alla moglie, 71 anni (vittima delle sue angherie) un’attività commerciale in città. Si erano sposati nel 1967. E, come emerge dalle accuse, prima del “sì” l’aveva costretta a sottoporsi a una visita ginecologica per verificarne la verginità. Quotidianamente la assoggettava ad atti di disprezzo non solo per costringerla dietro alla tenda per coprire la sua bruttezza e quindi per non infastidire (secondo lui) i clienti. Ma la tagliava fuori da tutto nascondendole gli incassi nel timore che la donna glieli sottraesse. Oltre a essere malvagio, era anche talmente tirchio che quando accompagnava a casa la moglie le chiedeva i soldi del carburante e per l’usura degli pneumatici dell’auto. Dalle indagini della polizia è emerso che in almeno tre occasioni il marito ha spinto la moglie fuori dall’auto in corsa. Uno di questi episodi è avvenuto durante una nevicata. E in questa occasione le ha gettato dietro pure le borse della spesa piene di prodotti alimentari appena acquistati al supermercato. E ancora: quasi ogni giorno, secondo l’accusa, l’uomo mortificava la moglie dicendole che non valeva niente e che non si meritava il piatto di minestra che mangiava. Che avrebbe dovuto pagare l’affitto perché era soltanto un’ospite obbligandola per poter rimanere nella sua casa a pagargli almeno metà degli importi delle bollette. La umiliava continuamente dicendole che avrebbe dovuto stare in ginocchio sotti il tavolo ad aspettare che lui, pe bontà, le gettasse il cibo. Addirittura è giunto fino al punto di sputare nel piatto in cui la donna mangiava.

Ma c’è di più. Una volta l’accusato è tornato a casa completamente ubriaco. Ha lanciato fuori dalla porta tutti i vestiti della moglie. La donna evidentemente spaventata si è sentita male ed è stata soccorsa da un’ambulanza del 118 che poi l’ha trasportata all’ospedale di Cattinara. Dalle denunce della donna è emerso che per tutti gli ultimi vent’anni era stata sessualmente ignorata. In un’altra occasione l’uomo era andato al casinò in Slovenia portando in tasca un buon numero di preservativi. Quando è tornato a casa ha consegnato alla moglie i suoi indumenti sporchi di rossetto e l’ha obbigata a lavarli. Alla donna si è progressivamente manifestata una sindrome depressiva ed era stata ricoverata al Csm di Barcola. Una volta, in occasione delle dimissioni, il marito si è presentato al Centro rifiutandosi di darle un euro per l’acquisto di un biglietto del bus per tornare a casa. «Non immagini quello che ti succederà», le ha detto.

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