Manovrina Fvg da 60 milioni, priorità al lavoro

TRIESTE. Ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro, asili nido, istruzione, università e cultura. La manovra “francescana” della Regione potrà limitarsi a turare le falle nei settori più in emergenza, vale a dire quelli privi di risorse. Ci sono solo 60 milioni di euro: briciole rispetto all’assestamento della scorsa estate quando la Regione si era trovata a gestire un bottino di 240 milioni.
L’esecutivo, riunito a Udine per l’intera giornata, ha iniziato a tracciare le linee guida. Non senza un tono polemico nei confronti della precedente legislatura, in cui sarebbero state operate scelte «non in linea con la crisi», accusa l’assessore al Bilancio Francesco Peroni. «Ci apprestiamo a una manovra che sconta handicap iniziali molto pesanti», rileva.
La giunta, dopo le dichiarazioni programmatiche della presidente Serracchiani, comincia a fare sul serio mettendo mano alle casse. E continuando a tenere il filo dei rapporti con il governo sui temi cari al Fvg: Patto di stabilità, Patto Tremonti-Tondo e terza corsia; la governatrice sarà di nuovo a Roma domani per partecipare all'incontro della Conferenza delle Regioni con il premier Letta e il ministro della Coesione Trigilia.
I numeri «Dal rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2012 emerge che la Regione dispone di risorse drasticamente ridotte se confrontate con l’esercizio precedente», premette Peroni mentre illustra ai colleghi il quadro generale, alla presenza dei dirigenti regionali. Il primo passo è l’approvazione del rendiconto, la “base” per la predisposizione della legge di assestamento. La giunta registra un avanzo di 828 milioni rispetto a un avanzo presunto, iscritto nella finanziaria 2013, di 710 milioni. C’è quindi un saldo positivo di 117,7 milioni, «somma dalla quale vanno però sottratti importi per assegnazioni già vincolate». A conti fatti la manovra estiva da varare entro luglio può contare su 60 milioni. Le linee guida È un intervento salvagente quello che si sta predisponendo. Una sorta di “tappa buchi” per i settori azzerati. «Gli indirizzi condivisi in giunta - spiega l’assessore al Bilancio - hanno privilegiato le poste dirette ai servizi essenziali per i cittadini e alle misure di tutela sociale nel contesto della grave recessione in atto». Dalle politiche attive del lavoro al trasporto scolastico, all’istruzione, all’università. Particolare attenzione, rende noto l’esecutivo, è stata indirizzata agli ammortizzatori sociali, destinando circa 12 milioni di euro. Ristabilito il fondo per gli asili nido e per l’abbattimento delle rette con oltre otto milioni. Per il resto, dai trasporti alla cultura, l’esecutivo non è ancora entrato nel dettaglio. «Abbiamo individuato le cifre di partenza e i temi su cui ispirare le politiche di intervento», precisa l’ex rettore.
La polemica Tra i problemi a cui questa giunta ha dovuto porre rimedio, sottolinea Peroni, «l’assenza di finanziamento in alcune voci di bilancio». L’esponente dell’esecutivo porta l’esempio dei fondi per l’abbattimento delle rette per gli asili, su cui ora vengono ripristinate risorse. Ma anche la «drastica» riduzione nei settori delle politiche attive del lavoro, degli ammortizzatori sociali, delle politiche per la famiglia, della cultura («qualche milione arriverà», promette l’assessore Gianni Torrenti), dell’istruzione e dell’università. «Ci apprestiamo a una manovra che sconta handicap iniziali molto pesanti» - insiste l’assessore - imputabili a precedenti scelte che hanno privilegiato l’impiego di risorse a sostegno di poste di bilancio non sempre prioritarie nel contrasto alla crisi che attanaglia la nostra regione».
Il nodo dei fondi Ue Torrenti, che ha la delega alle Politiche comunitarie, denuncia un andamento «preoccupante» nelle procedure di utilizzo delle risorse Ue. Si tratta del “Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale” (Por Fesr). L’inizio reale delle attività della Regione «è avvenuto con due anni di ritardo». La dotazione è ingente: sono in ballo 303 milioni di euro, una somma che registra al momento il 96,2% di risorse attivate, il 78,5% di impegni, il 41,2% di pagamenti e il 40,5% di pagamenti certificati all’Unione europea. I progetti finanziati sono 1.474, dei quali 952 sull’asse innovazione e ricerca che ha un piano finanziario di 138 milioni. «Sono soldi assegnati ma non spesi perché i beneficiari - fa sapere Torrenti - anche a causa di lentezze burocratiche hanno difficoltà a realizzare le operazioni cofinanziate».
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