Chiudono 213 aziende, disoccupazione al 7% nell’Isontino

Duecentotredici aziende chiuse in un anno (di cui 72 nel settore delle costruzioni e 53 nel comparto agricolo). E assunzioni in calo. Sia a Gorizia che a Monfalcone. Notizie che, purtroppo, non sorprenderanno in tempi di crisi paralizzante. Ma se nella città dei cantieri si può parlare di un lieve decremento delle assunzioni (-21 confrontando i dati del 2011 con quelli del 2012), per il capoluogo di provincia si tratta di un vero e proprio tracollo (-297). La città ormai è deindustrializzata, il commercio è allo stremo, gradualmente gli uffici statali stanno chiudendo e per i giovani le possibilità di costruirsi un futuro in locosono ridotte al lumicino.
La banca dati
dell’Agenzia del lavoro
Non sono certamente positive le statistiche contenute nell’ultimo report “Economia e mercato del lavoro nell’Isontino” di Regione e Provincia. Nel quarto trimestre 2011 al centro per l’impiego di Gorizia si registrarono 2.045 assunzioni: dodici mesi dopo, il numero è crollato a 1.748. Percentualmente, le entrate nel mondo del lavoro sono calate del 14,5%. Più roseo il quadro in quel di Monfalcone: nel locale ufficio del lavoro le persone assunte sono state 2.965 negli ultimi tre mesi del 2012 contro le 2.986 dell’analogo periodo dell’anno prima. Male, decisamente male la situazione per la forza-lavoro femminile. I numeri sono in prepotente calo, come si evince anche dalla tabella in alto. In un solo anno si sono “perse per strada” qualcosa come 370 (!) assunzioni di donne. Il bilancio, invece, per gli uomini chiude con un positivo +52. Non sono gli unici dati che fanno riflettere perché, se andiamo ad analizzare i dati per fasce d’età, si scopre che si sono registrate 271 assunzioni in meno fra i giovani con meno di trent’anni fra 2011 e 2012. Mentre, paradossalmente, sono in aumento le entrate nel mondo del lavoro di persone con più di 54 anni.
Il tasso
di disoccupazione
Ma a quanto assomma il tasso di disoccupazione in provincia di Gorizia? Va detto che è peggiore rispetto alla media regionale del 6,8%: si attesta infatti sul 7 per cento tondo tondo. Nel 2011, il tasso non superava il 6,4%. In questo quadro non certamente positivo, a stare peggio sono ancora una volta le donne. La percentuale di disoccupate è dell’8,5% (era del 6,9% nell’ultimo trimestre del 2011) contro il 5,9 (stabile rispetto al 2011) degli uomini.
Del resto, spiegano Provincia e Regione, nel quarto trimestre del 2012 persiste la debolezza dell’economia internazionale e del quadro congiunturale nell’area euro. In Italia la fase ciclica è rimasta debole anche nei mesi iniziali del 2013: gli scambi con l’estero sostengono ancora l’attività produttiva ma aumentano i disoccupati e la cassa integrazione.
Parlano
i sindacati
E così tornano prepotentemente d’attualità le riflessioni del segretario provinciale della Cgil, Paolo Liva. Che ha indicato quella che, a suo parere, è la rotta da seguire. «Non dobbiamo rassegnarci al declino della città di Gorizia e della sua provincia: abbiamo ancora delle potenzialità enormi che vanno colte. Gorizia deve diventare attrattiva con le sue caratteristiche anche internazionali. Deve fare spazio ad un’industria poco invasiva ad alta tecnologia, puntare sull’ospitalità ed il turismo, dare spazi adeguati all’università, anche privata».
E la città dei cantieri? «Monfalcone può essere il volano economico della provincia e anche della regione se si decide di sfruttare pienamente le potenzialità geofisiche del territorio. Bisogna così puntare sull’economia del mare. Mi riferisco all’industria cantieristica navale; alla nautica da diporto; a un porto efficiente con un retroporto che consenta insediamenti artigianali e industriali in grado di lavorare per il settore; al potenziamento della ferrovia e delle infrastrutture che agevolino i collegamenti dal littorale al centro Europa; ad un sistema scolastico, formativo che prepari i futuri ingegneri, tecnici, operai. Le opportunità ci sono ma bisogna avere una visione di prospettiva, crederci e sostenerla tutti assieme».
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