Appello ai candidati rettori «L’ateneo guardi lontano»

Le posizioni di operatori scientifici e culturali sul futuro dell’Università Oggi confronto tra i due candidati Fermeglia e Rega in vista del ballottaggio
Di Ferdinando Viola
FOTO BRUNI 27 04 07 intitolazione scala universita
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Oggi sarà interessante ascoltare quanto i due candidati a rettore dell’Università di Trieste avranno da dire in vista del ballottaggio di giovedì. Il confronto, promosso dal Gruppo ricercatori e dal Coordinamento dei professori associati dell’ateneo, si svolgerà alle 11 nell’aula magna dell’università (piazzale Europa 1). L’ingegnere chimico Maurizio Fermeglia che aveva ottenuto 292 voti alla prima votazione (il 43%) e Lorenza Rega, docente di lingue moderne staccata 193 preferenze (il 28%), cercheranno di convincere gli indecisi. Ma l’elezione del nuovo rettore non interessa solo il corpo accademico: le istituzioni scientifiche e culturali della città, e non solo, seguono con molto interesse il dibattito in corso. E senza puntare su uno o l’altro dei candidati, si augurano che il ruolo dell’università diventi sempre più preponderante nel sistema scientifico-culturale della città e della regione.

Guido Martinelli, da novembre 2010 direttore della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, non entra nel merito del voto: «Mi auguro che continui la collaborazione tra Sissa e Università e che non si fermino i progetti comuni avviati con le università di Udine e Trieste. Con i professori Peroni e Compagno la collaborazione è stata ottima. Sono convinto che sarà così anche in seguito. Intendo incontrare il nuovo rettore appena possibile per parlare proprio di questo».

«Importante è fare sistema tra gli istituti di ricerca e l’università - sottolinea Mauro Giacca, presidente dell’Icgeb, Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie -. In questo senso l’ateneo deve essere un attore fondamentale. Anni fa a Trieste c’era un manifesto che diceva: vieni a Trieste che c’è il mare. Io dico che c’è un mare di ragioni scientifiche per venire a Trieste. E queste ragioni vanno potenziate ancora di più. Bisogna fare squadra con gli enti scientifici, senza naturalmente tralasciare l’aspetto umanistico di cui la città va fiera. Mi sembra, ma non voglio entrare nella competizione tra i due candidati, che il programma di Fermeglia si occupi di più di tutti questi aspetti».

Adriano De Maio, ingegnere elettronico, presidente di Area Science Park, non vuole esprimersi adesso: farà eventuali proposte al nuovo rettore dopo l’elezione.

Cristina Benussi ex preside della Facoltà di lettere è professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea darà il suo voto a Maurizio Fermeglia. La sua scelta è legata al programma dell’ingegnere chimico. «Fermeglia è più aperto agli scambi con Udine - sottolinea la Benussi -, ha una maggiore visione internazionale e rapporti con le altre comunità, e pone grande attenzione al settore umanistico. Inoltre ha idee chiare sul rapporto da intraprendere con la città e il territorio. Mi auguro che tutte queste proposte riesca a portale a termine e che non ci siano ostacoli eccessivi interni ed esterni». Per Cristina Benussi l’università di Trieste ha bisogno di un cambiamento, di definire progetti e programmi: «E soprattutto ci vuole maggiore collaborazione tra tutto il mondo accademico».

Milos Budin, ex sottosegretario al Commercio internazionale nel secondo governo Prodi, è il nuovo presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, il Rossetti. «Difficile entrare nel merito della competizione tra i due candidati - afferma Budin -. Posso parlare come cittadino e da questo punto di vista mi aspetto un’ulteriore valorizzazione del ruolo dell’Università e dei suoi contenuti interni ed esterni; e che guardi oltre Trieste. È necessario che i rapporti tra l’università, le componenti scientifiche, economiche e culturali e le istituzioni siano rafforzate. Bisogna guardare oltre l’orizzonte cittadino anche se questo periodo non è dei più facili».

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