Diportisti “certificati”: sulle barche il Bollino blu

L'applicazione del Bollino blu e l'incentivo di alcune norme relative al materiale sanitario che deve essere disponibile nelle zone balneari. Sono le due novità che caratterizzano il quadro di Mare Sicuro, il piano di interventi previsto dalla Direzione marittima della Guardia costiera di Trieste per l'estate 2013 - più precisamente a partire dal 24 giugno fino alla fine di settembre - nelle aree della regione che riguardano Trieste, Grado, Lignano, Porto Nogaro, Marano Lagunare e Monfalcone.
L'innovazione che coinvolge l'intero versante marittimo del Friuli Venezia Giulia è il ripristino del Bollino blu (con tanto di slogan «...e non ci pensi più») da parte del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: si tratta di una certificazione per tutte le imbarcazioni da diporto (a eccezione di quelle a uso commerciale), una sorta di marchio Doc che indichi lo stato di regolarità dei documenti e delle dotazioni di sicurezza a bordo. Come si ottiene? Non certo previa prenotazione o seguendo una particolare trafila burocratica. Il Bollino blu viene rilasciato solo dopo una verifica sul campo, ovvero esclusivamente con un “controllo di iniziativa” da parte della polizia marittima attiva sul territorio. Il bollino poi va messo in evidenza sullo scafo, a fianco del numero di iscrizione, oppure, nel caso dei natanti, sul “mascone o sul tubolare di dritta”.
Una leggera modifica degli ordinamenti di Mare Sicuro è in arrivo anche dalle parti di Grado, zona dove quest'anno viene rivista parte delle normative sul materiale sanitario in dotazione nelle zone balneari. Il materiale in pratica viene sdoppiato e suddiviso tra quello riservato ai dipendenti della struttura e quello per i bagnanti; la dotazione riservata ai turisti viene inoltre sistemata in una zona strategica più consona alla mappa balneare, possibilmente in prossimità della torretta di avvistamento, a portata di bagnino.
Invariate nel complesso le altre coordinate che governano lo sviluppo di Mare Sicuro. I temi fondamentali restano prevenzione, controllo e pronto intervento. Insomma si vigila sul mare, si tutela il bagnante, si attua un controllo sul livello di inquinamento e si verificano le norme della navigazione. Una attenzione particolare viene inoltre riservata alle aree marine protette, soggette anch’esse a speciali normative in chiave di tutela. La missione dichiarata è questa, da articolare attraverso l'impiego di unità navali e mobili, entrambe coordinate dalla Sala operativa della Guardia costiera, la “regia” degli interventi in campo regionale.
A proposito di interventi. Dati alla mano, lo scorso anno sono stati una novantina, con il salvataggio di 212 persone e 58 imbarcazioni soccorse. Invariato il numero di telefono da fare per i soccorsi in mare, il 1530. Il piano di controllo marittimo locale si avvale inoltre di altre fonti di contatto e informazione: si può scrivere a trieste@guardiacostiera.it e a cptrieste@mit.gov.it.
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