Trieste si sveglia all’alba con le “ferite” della movida

Mentre le retroguardie temporeggiano con l’ultimo bicchiere, si mettono subito all’opera operatori ecologici e addetti comunali per rimettere in ordine il salotto buono
Foto Bruni 22.06.13 Trieste all'alba: pulizia e sporcizia in centro città
Foto Bruni 22.06.13 Trieste all'alba: pulizia e sporcizia in centro città

La città si sveglia pigramente all’alba dopo la movida e a quell’ora c’è già una squadra di operatori ecologici e di addetti comunali pronti a rimettere tutto in ordine a rassettare per restituire, alla riapertura dei negozi, l’immagine di una città da cartolina per i turisti e vivibili per commerciante e acquirenti. Tanto per non inciampare in un barattolo di birra.

A spiare questa veloce operazione di restyling (sporco e bottigliette dappertutto in una Trieste lasciata da orde di giovani barbari in condizioni penose) è l’obiettivo del nostro fotografo Francesco Bruni. «Non riuscivo più a dormire, allora ho preso la macchina fotografica e sono sceso giù a vedere cosa succede». Cosa succede in città? S’interrogava il Vasco dei tempi belli. Un Bruni particolarmente ispirato, tanto che i suoi scatti messi assieme formano un interessante, quasi inedito mosaico di una città non da cantare ma da cambiare, di cui lui riesce a cogliere gli elementi più significativi.

Una foto, in casi come questi, vale più di cento parole. Bruni incrocia le retroguardie della movida, sono i classici tiratardi che temporeggiano con l’ultimo bicchiere di birra in mano, alla ricerca spasmodica di un forno per una brioche calda e di un caffè per tentare di attutire il morso della sbornia. Da qui comincia il diario, in presa diretta, di Francesco Bruni. «Primo sabato d'estate. Il sole lentamente si sta alzando. Qualcuno, reduce dalla notte brava, passeggia con passo incerto sorseggiando l'ennesima birretta; i gestori dei locali iniziano la pulizia per restituire al giorno spazi ordinati, che nulla sanno più della notte trascorsa. Bottiglie e bicchieri di plastica, pochi in realtà, mentre gli operatori ecologici sono già al lavoro per dare lustro alla nostra bella piazza Unità. Sembrano tutti reduci da una festa nel salotto buono della città.

Alessandra, che gestisce un importate esercizio vicino alla piazza, racconta che fino alla settimana scorsa nessuno puliva. «Pago 30.000 euro all'anno - si lamenta giustamente - per il suolo pubblico dei tavolini, ma il Comune solo da poco si è ricordato di fare le pulizie». Il venerdì notte è uno dei giorni in cui i giovani triestini eccedono particolarmente nel bere. In via Venezian c'è un locale ancora aperto dove stanno iniziando a fare le pulizie esterne, mentre alcuni giovani bivaccano sui marciapiedi. Un paio di questi si avvicinano e cacciano il fotografo in malo modo, aggressivi e alticci.

Gli esercenti, in ogni parte della città, con scope e idranti, lavano i conati lasciati sulle diverse vie, sotto i tavolini e negli angoli nascosti. Naturalmente c’è anche chi ha fatto la pipì. Sono appena le 6, ma il caldo si fa sentire. Sotto il Municipio, si respira ancora un odore forte e acre, nonostante gli operatori abbiano già abbondantemente lavato con idranti e schiumogeni.

«Sotto un pilo portabandiera della piazza si presenta una scena imbarazzante: due giovani, lui vistosamente alticcio, barcolla. La sua ragazza, molto adirata, lo schiaffeggia ripetutamente. Si lotta, evidentemente sono in quello che loro credono un corpo a corpo amoroso. La scena dura diversi minuti proprio davanti alla Prefettura. Ad un certo punto lei rompe una bottiglia trovata in terra e gliela appoggia sotto il collo. Continuano a rotolarsi per terra mentre lei gli urla improperi, lui non oppone nessuna resistenza, però, intimorito, cerca di allontanarsi. Nessuno si ferma, nessuna pattuglia in circolazione. Una scenatona di gelosia? Probabile. Sulle Rive, davanti alla stazione marittima, una coppietta dorme in macchina, coperta da un asciugamano per proteggersi dal sole. Qua e là qualche anziano insonne passeggia osservando la città che si risveglia mentre gli operatori continuano a lavare con scope e manicotti dell’acqua. Quando la città si sveglia deve essere tutto a posto.

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