Il Comune in crisi rinuncia al titolo di “Città del vino”

MARIANO. La crisi morde. Le entrate calano. I tagli piovono dall’alto. E i Comuni, stretti peraltro nella morsa della spending review, soffrono non poco. Succede allora che, per far quadrare i conti e riuscire a chiudere i bilanci, ogni sacrificio sia utile. Persino quello di rinunciare al titolo di “Città del vino”.
È quanto sta succedendo a Mariano dove, proprio nell’ottica di una riduzione delle spese per il bilancio, l’amministrazione comunale sta valutando l’opportunità di non iscriversi nel 2014 all’Associazione nazionale “Città del Vino” di cui fa parte ormai dal 2002.
Lo ha comunicato il sindaco Cristina Visintin nell’ultimo consiglio comunale.«La nostra quota di adesione all’associazione - ha sottolineato il primo cittadino - è di circa 800 euro. Per risparmiare e diminuire i costi stiamo seriamente pensando alla possibilità di non aderire nel 2014 al sodalizio. L’associazione fornisce diverse opportunità ma, per quanto riguarda il nostro territorio, c’è solo un’azienda vitivinicola interessata alle iniziative di “Città del Vino”».
«Prima di prendere una decisione - aggiunge, in ogni caso, il sindaco Visintin - incontreremo i produttori locali e discuteremo con loro la questione».
Il Comune di Mariano aveva aderito all’Associazione “Città del vino” durante il primo mandato del sindaco Adriano Nadaia e poi aveva rinnovato di anno in anno la sua partecipazione. All’ingresso dei paesi di Mariano e Corona erano stati posizionati anche i cartelli bianchi e bordeaux con la dicitura “Mariano Città del Vino”. In Italia i Comuni che fanno parte dell’associazione sono 550. E di questi ben 23 si trovano in Friuli Venezia Giulia. L’Associazione è stata fondata nel 1987 per rilanciare l’immagine della qualità e della produzione del vino in Italia dopo lo scandalo del vino al metanolo e per sostenere le imprese vitivinicole nella promozione del vino. Il sodalizio opera anche per la promozione e la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, storiche e turistiche dei territori del vino, favorendo il loro sviluppo economico e sociale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








