Produttività in Consiglio regionale, maglia nera ai Cinque Stelle

Dai grillini in quattro mesi zero proposte di legge e solo un pugno di interrogazioni e interpellanze. La capogruppo Bianchi l’eletta meno “prolifica”

TRIESTE. Flop grillino. Nei primi quattro mesi di legislatura il M5S non ha presentato in Consiglio nemmeno una legge. Non solo. Confrontando l’attività consiliare con quella degli altri gruppi, i pentastellati risultano agli ultimi posti per produttività. Lo dimostrano i dati. Tra interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno e mozioni, il M5S ha collezionato appena un pugno di atti normativi. La capogruppo Elena Bianchi, nelle squadra dei cinque grillini, è la meno “prolifica”: se si guarda la somma dei singoli provvedimenti è Ilaria Dal Zovo, con 10 documenti sottoscritti, la più attiva; Andrea Ussai arriva a 9, Eleonora Frattolin e Cristian Sergo a 6, mentre Bianchi si ferma a 5. La capogruppo finora ha portato, o porterà nelle prossime sedute consiliari, complessivamente 4 ordini del giorni, 1 mozione, zero interpellanze e zero interrogazioni, che siano orali, scritte o a risposta immediata. Fin qui, dunque, l’operazione “apriscatole” a Palazzo non è riuscita. Anche le battaglie in aula sono spesso naufragate: sul voto della legge proposta dagli altri gruppi sul taglio ai costi della politica, cavallo di battaglia del movimento, 14 emendamenti su 15 sono stati respinti.

Le leggi

Dal 25 aprile (giorno che, con la proclamazione di Debora Serracchiani a presidente della Regione, segna l’avvio ufficiale della legislatura) ad oggi, M5S non ha presentato leggi né preso parte alla stesura di norme suggerite da altri. Degli 8 provvedimenti, di cui 5 votati e 3 in attesa dell’esame delle Commissioni, nessuno porta la firma dei grillini. La conferma, oltre che dal sito web della Regione, anche dagli stessi uffici. Al di là del testo sui costi della politica e sulla manovra di assestamento di bilancio, le leggi partorite dal Consiglio, o in corso di esame, sono norme di modifica dell’organizzazione della macchina amministrativa, di sostegno alle imprese, di intervento in materia faunistico-venatoria, di tutela del patrimonio culturale in vista delle commemorazioni per la Grande Guerra e di intervento sulla forma di governo e sul sistema elettorale. Cinque di questi provvedimenti sono stati preparati dalla giunta, mentre gli altri sono soprattutto frutto di un lavoro bipartisan. Complessivamente 3 sono del Pd e 2 di tutti gli altri gruppi; meno la Lega, che ha sottoscritto un’unica norma.

Mozioni e interrogazioni

Esclusi Cittadini e il Carroccio, tutti i gruppi hanno presentato almeno una mozione. Così M5S, movimento di opposizione, che ha preparato un provvedimento per la “tutela e la partecipazione dei cittadini di Servola al processo di riqualificazione e riconversione industriale dell’area”. Agli atti del Consiglio, per quanto riguarda i grillini, risulta pure un’unica interpellanza a fronte, per esempio, delle 11 dell Pdl. Partito, anche questo all’opposizione, che fa la parte del leone soprattutto nelle interrogazioni: ammontano a 25, tra quelle scritte, a risposta orale o immediata. Appena 9 quelle targate M5S.

Ordini del giorno

Il movimento non partecipa alle leggi dei colleghi d’aula (e non ne fa di proprie, almeno non ancora) ma sottoscrive gli ordini del giorno preparati dagli altri. Il Pdl ne può vantare 13, il Pd 11, il Gruppo Misto 8, Autonomia responsabile e Sel 6, la Lega Nord 5 e i Cittadini 3. Sono soprattutto atti bipartisan: cioè idee dei gruppi di maggioranza e opposizione a cui, in questo caso, il movimento non si è tirato indietro. È bipartisan l’odg, appoggiato dai grillini, con cui l’aula domanda l’utilizzo dei defibrillatori in ambienti extraospedalieri; è bipartisan l’odg per fronteggiare l’emergenza negli organici dei Vigili del Fuoco, così come il documento che sollecita la giunta a intervenire contro il fenomeno dello spopolamento delle montagne o la richiesta di supporto a un centro diurno per disabili a Udine. Tutta farina del sacco altrui se si esclude un provvedimento, esclusivamente proposto da M5S, che domanda interventi a sostegno dei disabili nelle scuole.

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