«Prendono in giro la gente con falsi obiettivi»

L’indipendentista della prima ora Giorgio Marchesich: «Il Movimento non vive solo di donazioni»
Di Fabio Dorigo
Lasorte Trieste 23/09/13 - Giorgio Marchesich
Lasorte Trieste 23/09/13 - Giorgio Marchesich

«Trieste non è Italia. Il Territorio libero di Trieste siamo noi». Giorgio Marchesich, 58 anni suonati, figlio d’arte - come ama definirsi - è cresciuto a pane e Territorio Libero di Trieste. Altro che Trieste Libera. «Trieste libera non vuole dire niente. Libera da che? Libera dall’inquinamento. Dal nucleare». Del Movimento per l’Indipendenza del Territorio Libero di Trieste il padre di Giorgio, Giovanni Marchesich, è stato segretario e consigliere comunale ininterrottamente dal 1960 al 1980 nonchè editore del periodico "L’Indipendenza" e direttore responsabile dell’emittente "Radio Trieste Libera", mentre la madre Viviana Volpe è stata consigliera provinciale nel 1966 e lo stesso Giorgio è stato consigliere provinciale nel 1975. Nel 1980 Giorgio Marchesich entra nel consiglio dell’Usl n. 1 triestina quale consigliere più votato per la Lpt e dal 1992 al 1997 viene eletto consigliere comunale con la Lega Nord. Per 14 mesi è stato presidente del Consiglio comunale durante la prima giunta Illy. Fonda il Fronte Giuliano, oggi Fronte per l’Indipendenza, che rivendica il Territorio Libero di Trieste, zona A e zona B comprese.

Perchè ha insistito tanto per fare questa intervista con il “Piccolo"?

Principalmente perché "Il Piccolo" è comunque sempre il giornale più letto dalla popolazione di questa città. E soprattutto perché nessuno possa dire: "Io non sapevo.

Quelli del Movimento Trieste Libera affermano che la sua polemica nei loro confronti è determinata dal fatto che si sono appropriati del copyright sul Tlt? La sua è tutta invidia? Vi hanno copiato?

Chi afferma ciò mente sapendo di mentire. È come sostenere che Vladimir Luxuria è incinta oppure Cicciolina è vergine.

Verginità di Ilona a parte, cosa intende dire?

A più riprese il loro leader, Roberto Giurastante, ha sostenuto che ormai la zona B non fa più parte del Territorio Libero di Trieste, riducendo il problema politico a una semplice autonomia locale. A questo punto, invece di rivendicare il Tlt, questione internazionale e politicamente nobile, era sufficiente costituire un movimento per Trieste città- Stato, città-porto.

Cosa determina questo dal punto di vista politico?

È come confondere la lana con la seta, il giorno con la notte, l’inverno con l’estate.

Più esplicitamente?

Si continua a prendere in giro i concittadini giuliani con falsi obiettivi, come ha fatto negli anni ’80 la Lista per Trieste con le famose 65 mila firme per la Zona franca integrale e poi la Lega Nord con la secessione e la conseguente fantomatica Padania. In sostanza, rinunciando ad una parte del Tlt, cioè la zona B, il leader del Movimento Trieste Libera continua a offendere la memoria storica e le origini degli istriani, cittadini del Tlt, residenti a Trieste. Da questa rinuncia politica si può anche sospettare chi possa sponsorizzare lautamente questo Movimento e le sue sfarzose manifestazioni.

Qualcuno sostiene Trieste Libera che dietro ci sia la lunga mano dell’ex senatore Giulio Camber...

Tutto può essere. Di sicuro c’è Paolo G. Parovel e Samo Pahor. E gran parte dell’Unione slovena. A Trieste, infatti, si scrive Mtl e nel Carso triestino si legge Ssk (Slovenska Skupnost).

Ma allora lei è contro la minoranza slovena?

Non ho mai considerato i miei concittadini di lingua slovena minoranza, bensì gruppo etnico.

Lei è veramente convinto che dietro Trieste Libera ci sia il governo sloveno?

I sospetti sono questi. Visto e considerato che negli anni Settanta questi signori erano favorevoli all’accordo di Osimo.

Ha le prove?

Non vivono sicuramente solo di donazioni. Per sgomberare da ogni dubbio e sospetto riguardo alla provenienza delle laute sovvenzioni del Movimento Trieste Libera, si rendano pubblici i bilanci di tale associazione. Perchè fare politica costa molto.

Cosa pensa della manifestazione per il TLT del 15 settembre?

Io stesso, in qualità di presidente del Fronte per l’Indipendenza, ho invitato amici, parenti e conoscenti a aderirvi. Una manifestazione simbolica e importante, con una partecipazione massiccia. Noi l’abbiamo sempre festeggiato il 15 settembre.

Cosa propone lei e il Fronte per l’Indipendenza, Movimento di cui è presidente?

Innanzitutto onestà e trasparenza ed entrare prepotentemente nelle istituzioni con propri rappresentanti (Comune, Provincia e Regione). Per onestà mi riferisco al fatto che non si può invitare la gente a non pagare le tasse, anche se queste le versi all’Italia, nascondendoti dietro al Trattato di pace del 1947, perchè comunque si tratta di un’istigazione a delinquere. Non puoi distribuire carte d’identità del Tlt, facendo credere alla gente che si tratti di un documento valido a tutti gli effetti. Non puoi rivendicare dei diritti internazionali, rivolgendoti ai Tribunali italiani.

Ma Trieste è Italia o no?

No. Trieste come tutta la zona B è Territorio Libero come previsto dall’allegato VI, articolo 21, del Trattato di Pace del 1947 firmato a Parigi e tutt’ora vigente.

Secondo lei alle prossime elezioni comunali sarà presente il Movimento Trieste Libera?

Penso proprio di sì. Purtroppo con questo movimento pesudoindipendentista stiamo assistendo ad una grande operazione di marketing sociale, finalizzato ad un mero riscontro elettoralistico. Dalle loro affermazioni emerge infatti un mix di sicuro successo mediatico: un fascinoso berlusconismo antifiscale (no all’Iva, no ad Esatto, no ad Equitalia) associato ad un nostalgico mitteleuropeismo asburgico, da un lato, e da un non compromettente (no ai partiti) tifo da stadio, dall’altro.

E cosa mi dice di Stefano Ferluga, ex leghista e presidente del Movimento Trieste Libera?

È un prestanome. Una bravissima persona che nella sede della Lega Nord manco mi salutava.

Ma chi è, a suo giudizio, il vero leader di Trieste Libera?

Paolo G. Parovel che manovra il suo attuale pupillo Roberto Giurastante. Quello stesso Paolo Parovel che negli anni Sessanta era segretario della Giovane Italia, movimento giovanile dell’ex Msi. Che poi nel 1974 costituisce Civiltà Mitteleuropa e poi diventa consigliere comunale per il Movimento Trieste. Quello stesso Paolo Parovel che ha vissuto per vent’anni a Lubiana ai tempi della Jugoslavia. Inoltre è un negazionista della tragedia della foibe. Sicuramente un indipendista vero dell’ultimissima ora. Come molti dirigenti di Trieste Libera.

È realistico pensare che arrivi la nomina del governatore da parte dell’Onu?

Bisogna vivere con i piedi piantati per terra e non con la testa tra le nuvole. Dalla firma del Trattato di Pace ad oggi sono passati 68 anni e in questi anni sono successe delle cose. Credo che in questo momento l’Onu abbia cose molto più importanti da risolvere. Bisogna seguire strade percorribili e credibili.

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