Approvata la Finanziaria regionale 2014 Tagli a sanità, welfare e enti locali, cresce la Cultura

La maratona è terminata. A tarda notte, dopo il via libera agli ultimi articoli con le modifiche richieste, il Consiglio regionale ha approvato la Finanziaria 2014 e i documenti di bilancio di previsione 2014-2016. Favorevole la maggioranza, contrari i gruppi di opposizione. Alla Sanità vanno 2,163 miliardi di euro (contro i 2,283 del 2013); la Protezione sociale passa da 299 a 281 milioni, i trasferimenti agli enti locali scendono da 530 a 504 milioni. La Cultura, unica a crescere, passa ai 39,8 milioni del 2013 ai 41 del 2014.
In dichiarazione di voto, Alessandro Colautti (Pdl) ha spiegato che il voto negativo è stato determinato da alcune scelte fatte dalla maggioranza con una «visione dirigistica» che non si condivide. «La finanziaria più difficile della storia». Così l'ha definita Giulio Lauri (Sel), che contiene comunque scelte importanti (tutela dei più deboli, sociale e sanità, cultura, territorio, prevenzione dal dissesto idrogeologico) e rimanda gli investimenti alla manovra di assestamento di luglio. Il voto positivo è stati quindi convinto.
Roberto Dipiazza (Autonomia responsabile) ha invitato la giunta a preparare un'agenda molto seria, perché risorse non ce ne saranno. Bisognerà tagliare, chiudere enti che non servono, cancellare alcuni riti inutili. La priorità è una, il lavoro, e su questa bisognerà confrontarsi perché altrimenti la situazione precipiterà drammaticamente. Il voto rimane quindi è rimasto.
Giudizio positivo da parte di Pietro Paviotti (Cittadini), che ha detto di apprezzare alcune questioni: i finanziamenti nel sociale, il recupero di risorse nella cultura, la manutenzione ordinaria del territorio, le scelte per il lavoro, l'attenzione per la scuola. «Ci dovremo accontentare degli avanzi del 2013 fino alla prossima estate - così Elena Bianchi (M5S) -. Rimane imbarazzante la gestione di alcuni argomenti e la valutazione generale sulla manovra non è cambiata, così rimane contrario anche il voto».
Mara Piccin (Lega) ha rinnovato le critiche alle scelte della maggioranza, non ha capito perché la giunta abbia bocciato i tre ordini del giorno della Lega su delicate questioni sanitarie e ha lamentato la chiusura su tutto, anche su temi come i danni causati dalla fauna selvatica. L’ex governatore Renzo Tondo (Misto) ha messo in risalto il comportamento responsabile del centrodestra, che non ha fatto ostruzionismo, ma che invece si è confrontato in modo responsabile. Il giudizio negativo è dato dal fatto che «questa maggioranza finora ha solo pensato a distruggere quanto fatto nella passata legislatura, per le indicazioni che emergono dalla finanziaria, e per l'atteggiamento altezzoso della giunta, che vive il confronto in Consiglio regionale come un fastidio invece che come un arricchimento».
Cristiano Shaurli (Pd) ha chiesto, ad esempio, perché nessuno abbia «fatto una riforma sanitaria negli ultimi cinque anni, ma oggi pretende di avere risposte, soluzioni immediate». Oggi «ci si chiedono riforme che nessuno ha avuto il coraggio di fare quando le risorse finanziarie erano ben altre. Abbiamo fatto scelte, ci siamo dati delle priorità sul sociale puntando sui servizi alle persone, abbiamo applicato criteri oggettivi, trasparenti e verificabili per la cultura e per ogni altro ambito, affinché i cittadini possano vedere e capire. Su lavoro e occupazione cercheremo strumenti nuovi per affrontare queste gravissime emergenze».
Prima delle votazioni conclusive, la giunta aveva accolto 19 dei 55 ordini del giorno presentati, 7 li aveva accolti dopo esser stati modificati, 5 ritirati, i rimanenti bocciati dall'Aula. Approvato infine anche il bilancio 2014 del Consiglio regionale, che pareggia a 17,27 milioni di euro, con una contrazione di 7,24 milioni di euro (meno 20%) rispetto all'anno precedente.
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