«Cerchiamo anziani sani»: in 500 corrono all’ospedale

Una vera corsa in ospedale. Centinaia di persone. Ma stavolta non per farsi curare con urgenza. Anzi, al contrario, per far quasi da “cavia” dimostrando la propria buona salute nonostante l’età. La Clinica medica di Cattinara cercava 160 persone dai 65 anni in su per “misurare” il buon grado di salute nell’invecchiamento e avere notizie sugli stili di vita dei più in gamba, da raccomandare poi a tutti. È lo scopo di un progetto europeo per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, a più partner, chiamato Pangea.
Ma che sorpresa: anziché doversi procurare a fatica i volontari, i medici si sono trovati sulla porta ben 500 triestini «pieni di spirito di collaborazione, contenti di mostrare il proprio benessere e un invecchiamento di successo». La folla dei candidati era composta da persone tra i 65 e gli 80 anni, maschi e femmine in parti più o meno uguali, e tutti evidentemente convinti di stare abbastanza bene da poterselo far certificare. I medici parlano di “entusiastica adesione”.
«Ne abbiamo scelti 160 seguendo criteri statistici che assicuravano la rappresentatività del campione per la popolazione triestina - afferma Gianni Biolo, il docente direttore di Clinica medica a Cattinara ed esperto soprattutto di nutrizione che guida il progetto -, ma vogliamo ringraziarli molto tutti e 500, quando avremo completato le analisi e saremo in possesso di un quadro della situazione media vorrei poter affittare un teatro per presentare in pubblico i risultati, ma anche per invitare questi 500 cittadini generosi».
I 160 prescelti si sono fatti analizzare, una cinquantina al giorno, tra il 27 e il 29 marzo all’ospedale Maggiore, «la prima cosa richiesta - prosegue Biolo - era di percorrere due chilometri a piedi. Abbiamo scoperto che alcune persone avevano anche malattie croniche, dai problemi respiratori a quelli metabolici o di cuore, eppure ugualmente sono in grado di vivere una vecchiaia attiva». I volontari sono stati poi interrogati sulle loro abitudini alimentari, hanno risposto a test cognitivi, e prove funzionali su flessibilità articolare, potenza muscolare, equilibrio, per misurare la “performance” complessiva.
Loro diventeranno i modelli, dallo studio Pangea «discenderanno linee-guida d’intervento - ancora Biolo - per il mantenimento dello stato di benessere e di autonomia nell’invecchiamento in salute o in presenza delle principali malattie croniche».
Il progetto europeo Pangea vede la partecipazione delle Università di Trieste, Ferrara, Udine, Padova, Capodistria e Lubiana, alla realizzazione hanno contribuito l’Azienda ospedaliera, il corso di laurea in Fisioterapia, le scuole di specializzazione in Geriatria e Medicina dello sport, l’Università della terza età “Danilo Dobrina”, il polo natatorio “Bianchi”, l’Università delle Liberetà-Auser, l’associazione Goffredo de Banfield, il Comune di Trieste che ha patrocinato l’evento.
Nei prossimi mesi ciascuno dei volontari riceverà, individualmente, i risultati delle analisi cui si è sottoposto, «ma noi pubblicheremo un opuscolo divulgativo - continua il medico - che conterrà i dati di salute rilevati e i consigli per star bene a una certa età». La locandina di Pangea suggerisce molto già con le immagini: un “lui” in bicicletta, una “lei” che cammina di buona lena.
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