Ascensore al castello di Gorizia, sì della Soprintendenza

«C’è chi dice no», cantava Vasco Rossi. E la canzone potrebbe tranquillamente fare da sottofondo all’azione della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici che ha espresso “no” in serie, soprattutto nel resto della regione.
Ma, alle volte, si dice anche “sì”. È il caso del nullaosta firmato dalla soprintendente Maria Giulia Picchione che dà, di fatto, il via libera al nuovo progetto dell’ascensore per il Castello: nuovo, lo ricordiamo, perché si è dovuto tutelare l’antico muretto venuto alla luce nel corso degli scavi per la realizzazione della stazione di partenza del secondo tratto di salita.
Alla Soprintendenza, dunque, è piaciuto il nuovo percorso del primo impianto di risalita che procederà per un tratto “in ipogeo”, vale a dire sottoterra in una sorta di breve galleria che, in pratica, consentirà di passare sotto i resti delle mura medievali per poi sbucare all’esterno. «Questa è una giornata importante - le parole del sindaco Ettore Romoli che ha voluto convocare una conferenza stampa tutta dedicata all’argomento -. Dopo circa un anno di blocco dei lavori, gli operai potranno tornare in azione. Devo dire che il nuovo progetto è migliore rispetto a quello originario». Ma quando sarà pronto l’impianto di risalita, entrato a pieno titolo nell’elenco dei lavori che procedono a passo di lumaca? «Se riusciremo a fare il miracolo, sarà pronto entro l’anno. Altrimenti, l’apertura slitterà alla primavera del 2015», spiega Romoli nella sua doppia veste di assessore ai Lavori pubblici.
Stando all’amministrazione comunale, la variazione progettuale non dovrebbe determinare esborsi superiori rispetto ai preventivi originari e permetterà di salvaguardare i resti delle mura antiche. Da ricordare che nel progetto è prevista poi la realizzazione (già concretizzata) di due ascensori verticali più piccoli dalla stazione della funicolare fino al punto d’arrivo finale del “sistema di risalita” ovvero il bastione del castello.
Oggi il guscio in cemento armato della stazione Vittoria, punto di partenza dell’ascensore è bell’e pronto. Per realizzarlo, lo ricordiamo, era stato necessario prima scavare 6 metri sotto il livello della strada, poi ricostruire tutto intorno. Per mettere in sicurezza la collina erano stati piantati dei pali per una profondità di 10 metri. La cabina, quando l’ascensore sarà attivo, nel primo tratto si muoverà lungo un percorso con un’inclinazione del 75%. Nel secondo tratto, questo diventerà del 45%. Non è un caso che gli operai abbiano lavorato utilizzando attrezzatura... di alpinismo.
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