Un migliaio di persone in Risiera, poi il doppio corteo: Trieste celebra il 25 Aprile | La diretta
Numerosi gli appuntamenti di giornata che si aggiungono a quello istituzionale a San Sabba, che ha visto un migliaio di persone presenti. Verso le 12 il corteo di Trieste antifascista e alle 16 quello dei sindacati e partiti di centrosinistra

Trieste celebra il 25 Aprile all’insegna dei cortei, che si aggiungeranno alla cerimonia istituzionale iniziata alle 11 alla Risiera di San Sabba con autorità civili, militari, religiose davanti a un migliaio di persone.
Attorno alle 12 partirà il corteo promosso da Trieste Antifascista al quale aderiscono Global sumud, Coordinamento No Green pass e Usb, dallo slargo tra via Miani e via Puschi.
Nel pomeriggio a partire dalle 16 da Campo San Giacomo, è in programma invece il corteo dei sindacati e dei partiti di centrosinistra che arriverà attorno alle 18.30 in piazza Unità. È la manifestazione che si preannuncia più imponente, con 38 realtà coinvolte che vanno dal Pd a Rifondazione comunista e Ics.
Ma l’anniversario della Liberazione ha visto scendere in piazza anche gli anarchici del gruppo Germinal in piazza della Borsa.
Evento Live
Finita la cerimonia solenne in Risiera
Partito il corteo antifascista da via Miani
Il discorso del rabbino: "Preoccupati per l'antisemitismo"
Il vescovo Trevisi: "Signore liberaci da tutte le guerre"
Applausi per il sindaco Gabrovec per le parole sui migranti
Il sindaco Dipiazza: "Mai più odio"
Risiera piena a metà a cerimonia iniziata
Iniziata la cerimonia solenne in Risiera
Finita la cerimonia solenne in Risiera
È finita la cerimonia solenne in Risiera e ha lasciato spazio alle note e ai canti del coro partigiano Pinko Tomažič, fondato nel 1972 a Basovizza da un gruppo di ex partigiani.
Partito il corteo antifascista da via Miani
È partito da via Miani con una ventina di minuti di ritardo rispetto al programma, il corteo promosso da Trieste Antifascista al quale aderiscono Global sumud, Coordinamento No Green pass e Usb.
Alcuni manifestanti, poco prima dell'avvio, si erano posizionati davanti all'ingresso della Risiera dove è in corso la celebrazione istituzionale in onore del 25 Aprile, contestando alle forze dell'ordine il divieto di entrare.
"Resistere oggi come ieri contro la guerra e i nuovi fascismi", questo lo slogan che si legge nello striscione esibito nel corteo. "No al riarmo, no alla terza guerra mondiale".

Al momento si conta circa un'ottantina di partecipanti. Numerose le bandiere della Palestina.
Sono presenti sia la Polizia (con anche la Digos) e i Carabinieri che stanno monitorando la situazione.
Questo il percorso: via Miani, via Flavia, via dell’Istria, via Rivalto, via Molino a Vento, viale D’Annunzio, via Conti e piazza Perugino.
Le preghiere cantate delle comunità ortodosse
Dopo il discorso del rabbino è il momento delle preghiere cantate delle comunità religiose greco ortodossa dall'archimandrita Gregorios Miliaris, e di quella serbo ortodossa, padre Rasko Radovic.Parla anche il pastore evangelico luterano Andrei Popescu.
Il discorso del rabbino: "Preoccupati per l'antisemitismo"
Si dà lettura del discorso del rabbino Meloni e del rappresentante della comunità Alessandro Salonicchio. "Gli ebrei italiani sono particolarmente legati a questa ricorrenza. Segna la riconquista della dignità. La speranza che non si accenda più la fiamma dell'antisemitismo. Si pensava che a 80 anni di distanza che fosse soffocata tra le ceneri. Invece la parola antisemitismo è stata liberata con violenza sui media e sui social e ci sono manifestazioni dove si pronuncia sotto la pretesa dell'antisionismo. Sono preoccupati, non solo per sé stessi, ma per l'Italia tutta. Memoria è anche impegno attivo nel presente".
Il discorso si conclude con un "Shalom, pace", pronunciato con rispetto.
Il vescovo Trevisi: "Signore liberaci da tutte le guerre"
"Liberaci da tutte le guerre o Signore", inizia così la preghiera del vescovo di Trieste, Enrico Trevisi. "Su tutti voi perché siate artigiani di pace scenda la benedizione del Signore Dio onnipotente", conclude.
I sindacati ricordano Tommaso e gli altri morti sul lavoro
I sindacati confederali CGIL , CISL e UIL, in un discorso letto da Andrea Holjar, della segreteria di Uilm, ricordano Tommaso Enzo Andreuzza, "caduto dal tetto di un capannone situato all’interno della Fincantieri di Monfalcone, a poche decine di chilometri da qua" e il fenomeno delle morti sul lavoro.
Kneip: "Il 25 Aprile ha permesso al nostro Paese di essere ciò che siamo ora"
Parla Renato Kneipp per le associazioni dei partigiani e dei deportati. "Il 25 Aprile ha permesso al nostro Paese di essere ciò che siamo ora". "Non riconoscersi in questa data vuol dire rifiutare il momento fondativo del nostro Paese", ha affermato. Come diceva Antonio Gramsci "per essere veramente cittadini bisogna essere partigiani", ha detto. Ha anche richiamato le parole di papa Leone sulle guerre in atto. "Viva la resistenza, viva il 25 Aprile, festa della liberazione", ha concluso.
Applausi per il sindaco Gabrovec per le parole sui migranti
Sta pronunciando in sloveno e in italiano il suo discorso il sindaco di Duino Aurisina, Igor Gabrovec. "Qui il silenzio parla più delle parole", ha affermato. Ha ricordato le parole di Calamandrei: "La libertà è come l'aria, ci si accorge che manca quando comincia a mancare". Scoppia un applauso quando si chiede "Proviamo ancora vergogna?" per il modo in cui sono trattati i migranti.
Il sindaco Dipiazza: "Mai più odio"
"La Risiera di San Sabba non è soltanto un monumento nazionale. È un luogo della coscienza. Qui noi siamo chiamati non solo a ricordare, ma a comprendere, a vigilare, a tramandare. Oggi, mentre celebriamo questa ricorrenza, non possiamo ignorare il contesto in cui viviamo. Il mondo attraversa una fase complessa e delicata. Guerre e conflitti continuano a insanguinare diverse aree del pianeta. Popolazioni civili vengono colpite, costrette a fuggire, private dei diritti fondamentali. Assistiamo a tensioni crescenti tra Stati, a una diffusa instabilità che genera paura e incertezza. Accanto a tutto questo, emergono segnali che non possiamo sottovalutare: il riemergere di nazionalismi esasperati, la diffusione di linguaggi d’odio, il rischio di un progressivo indebolimento delle istituzioni democratiche. Di fronte a questo scenario, il messaggio del 25 aprile assume una forza straordinaria. Ci ricorda che la pace non è mai garantita una volta per tutte. Che la democrazia è fragile se non viene difesa ogni giorno. Che la libertà richiede impegno, partecipazione, responsabilità". Sono le parole del discorso del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza.
"Da questo luogo - ha concluso il sindaco -deve partire un messaggio forte: mai più odio", ha affermato. "Viva Trieste, viva la Repubblica, viva l'Italia", ha concluso.
25 Aprile a Trieste, il sindaco Dipiazza: "Mai più odio"Risiera piena a metà a cerimonia iniziata
1.058 su 2.200 i posti liberi in Risiera a cerimonia iniziata . Non c'è insomma la folla che fa caratterizzato la commemorazione l'anno scorso. Manca tra le autorità religiose il rabbino di Trieste, in quanto il 25 Aprile quest'anno cade di sabato, nel giorno di riposo dello Shabbat.
Prima del varco d'ingresso della Risiera sono presenti due blindati della polizia e diversi agenti, per timore di disordini per il corteo antagonista previsto alle 12. L'anno scorso due agenti erano rimasti feriti e c'era stato lancio di fumogeni.
Iniziata la cerimonia solenne in Risiera
È appena iniziata la cerimonia solenne, con l'ingresso dei gonfaloni delle città di Muggia e di Trieste davanti al picchetto d'armi. Presenti i gonfaloni della Regione e di diverse città dell'altipiano, come anche i labari di associazioni, sindacati e del comitato internazionale del lager nazista .
Il prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi, l'assessore regionale Sebastiano Callari e altre autorità insieme al colonnello Claudio Romano, comandante del comando militare dell'esercito Friuli Venezia Giulia. Poi le corone dei sindaci dei comuni della provincia di Trieste e della città di Sesana. Vengono poi deposte corone e omaggi floreali da gruppi e associazioni.

In Risiera presenti circa 700 persone: niente pienone
Fazzoletti e cravatte rossi, gonfaloni di associazioni d'arma, autorità delle varie confessioni religiose di Trieste, bandiere di sindacati, crocerossine, una corona di alloro del PD, diversi assessori comunali e consiglieri regionali e sindaci del territorio. Il cortile della Risiera di San Sabba a Trieste, unico campo di sterminio in Italia, a pochi minuti dall'inizio della cerimonia in occasione del 25 Aprile contiene 700 persone. Non c'è il pienone che aveva segnato la cerimonia dell'anno scorso.
Misure di sicurezza e i percorsi dei cortei
Misure di sicurezza rafforzate in occasione delle due manifestazioni in programma per la ricorrenza del 25 Aprile. La Questura intende schierare complessivamente circa un centinaio di operatori.
Il corteo ritenuto maggiormente a rischio di tensioni e disordini è quello delle 12 promosso da Trieste Antifascista al quale aderiscono Global sumud, Coordinamento No Green pass e Usb.
I partecipanti si raduneranno in via Miani, nei pressi dell’incrocio con via Puschi. Il percorso è così stabilito: via Miani, via Flavia, via dell’Istria, via Rivalto, via Molino a Vento, viale D’Annunzio, via Conti e piazza Perugino.
Alle 16, a San Giacomo, è atteso invece il corteo che coinvolgerà la Cgil, i partiti di centrosinistra (dal Pd a Rifondazione comunista) e svariate associazioni. La manifestazione, che culminerà in piazza Unità, si snoderà lungo Campo San Giacomo, via Caprin, via Molino a Vento, piazza Garibaldi, via Oriani, largo Barriera, via Carducci e piazza Goldoni. A quel punto i partecipanti imboccheranno corso Italia, svolteranno a destra in via San Spiridione, poi proseguiranno in via Filzi, gireranno nuovamente a destra per prendere via Milano e per puntare nuovamente verso via Carducci. Qui raggiungeranno piazza Oberdan, piazza Dalmazia, via Ghega e piazza Libertà. Il corteo continuerà sulle Rive con destinazione piazza Unità.
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