Il corteo cittadino di questo pomeriggio per la Festa della Liberazione, con partenza da Campo San Giacomo (Foto Silvano)
Il corteo cittadino di questo pomeriggio per la Festa della Liberazione, con partenza da Campo San Giacomo (Foto Silvano)

Festa del 25 Aprile a Trieste, migliaia di persone hanno sfilato per la città: «La Resistenza è il fondamento della democrazia»

Dai momenti solenni alla Risiera di San Sabba al grande corteo cittadino: la comunità si unisce nel segno della Costituzione e contro ogni forma di negazionismo

Valeria Pace Gianpaolo Sarti Elisa Lenarduzzi

Il 25 Aprile a Trieste è stato celebrato con una partecipazione massiccia, culminata in un corteo pomeridiano di oltre 3.500 persone che ha raggiunto piazza Unità d'Italia.

La giornata si è aperta con la cerimonia solenne alla Risiera di San Sabba, dove il sindaco Dipiazza e le autorità religiose hanno invocato la pace contro ogni forma di odio e negazionismo.

Nonostante alcuni momenti di tensione in mattinata, dovuti alla contestazione di un gruppo di manifestanti verso la Risiera e all'esposizione di bandiere palestinesi durante il discorso del rabbino, le manifestazioni si sono svolte ordinatamente sotto la sorveglianza delle forze dell'ordine.

Il segretario regionale Piga ha sottolineato come la Liberazione resti il fondamento della democrazia italiana, specialmente in un contesto internazionale segnato da conflitti.

Le piazze, animate da musica, famiglie e molti giovani, hanno ribadito i valori di libertà, giustizia e ripudio della guerra, trasformando la memoria storica in un impegno civile attuale e condiviso.

  • Piga: "Grande partecipazione, il 25 aprile è il fondamento della nostra democrazia"

    Il segretario regionale Piga: «La grande partecipazione alle manifestazioni ai cortei di Trieste, Udine e Pordenone testimonia quanto il 25 Aprile sia una ricorrenza viva, sentita e profondamente attuale. Non si tratta solo di memoria: la Liberazione dal nazifascismo rappresenta ancora oggi il fondamento della nostra democrazia e della Costituzione repubblicana. Una base solida da cui guardare anche al presente, segnato da uno scenario internazionale attraversato da guerre, tensioni e gravi crisi umanitarie, dove troppo spesso prevale la logica del più forte a scapito della diplomazia e del confronto multilaterale. Le piazze piene sono il segno concreto di una comunità che continua a riconoscersi nei valori della Resistenza: libertà, pace, giustizia e solidarietà».

  • Chiuso il corteo in piazza Unità

    Nel corso del corteo, concluso in piazza Unità, non si è registrata nessuna tensione. La manifestazione è stata interamente accompagnata dalla Polizia (dalla Digos, innanzitutto) e dai Carabinieri anche con i rispettivi Reparti mobili e Battaglioni. 

  • I partecipanti hanno raggiunto piazza Unità d'Italia

    Il corteo, al quale hanno partecipato migliaia di partecipanti (oltre 3500), ha raggiunto piazza Unità d'Italia dove ora si terranno interventi e musica dal vivo

  • Tanta musica al corteo

    Doveva essere anche una festa e così è stato: la banda de “Il disadattato e la sua orchestra” ha animato il corteo dall’inizio alla fine. Tante le famiglie con bambini al seguito, tenuti per mano dai genitori e sulle spalle. E molti i volti giovani: studenti universitari ma anche adolescenti. «Lotta di classe contro il potere», si leggeva su uno degli striscioni che portavano.

  • Le vie interessate dal corteo 

    La manifestazione, che culminerà in piazza Unità, si snoderà lungo Campo San Giacomo, via Caprin, via Molino a Vento, piazza Garibaldi, via Oriani, largo Barriera, via Carducci e piazza Goldoni. A quel punto i partecipanti imboccheranno corso Italia, svolteranno a destra in via San Spiridione, poi proseguiranno in via Filzi, gireranno nuovamente a destra per prendere via Milano e per puntare nuovamente verso via Carducci. Qui raggiungeranno piazza Oberdan, piazza Dalmazia, via Ghega e piazza Libertà. Il corteo continuerà sulle Rive con destinazione piazza Unità.
    Un percorso più lungo rispetto alle scorse edizioni e che comporterà inevitabili disagi al traffico grossomodo fino alle 18.30: a quell'ora , infatti, è atteso l’approdo in piazza Unità; qui sono previsti interventi e musica dal vivo. Sul posto la Polizia di Stato (con anche la Digos e i Reparti mobili) e i Carabinieri con il supporto dei Battaglioni, oltre a varie pattuglie della Polizia locale.

    Come detto il traffico cittadino sarà paralizzato per quasi tutto il pomeriggio

  • In tremila per il corteo del pomeriggio

    Tremila persone stanno prendendo parte al corteo cittadino di questo pomeriggio per la Festa della Liberazione, con partenza da Campo San Giacomo. All'evento, che fa seguito alla celebrazione istituzionale di questa mattina in Risiera, prendono parte innanzitutto la Cgil, la Fiom, l'Anpi e l'Arci, con l'adesione dei partiti di centrosinistra: Pd, Rifondazione comunista, Partito comunista rivoluzionario, Alleanza Verdi Sinistra, Slovenska Skupnost, Adesso Trieste. Presente anche il Movimento Cinque Stelle.
    Partecipano una quarantina di realtà associative, tra cui Ics, sodalizi studenteschi e della comunità slovena.
    "Il fascismo è relegato al passato - ha spiegato al Piccolo Massimo Marega, segretario provinciale della Cgil di Trieste - oggi dobbiamo liberarci dall'indifferenza. Il grande lascito che la guerra di Liberazione ha prodotto è la nascita della Repubblica e quindi della democrazia e della Costituzione, che è il nostro faro. Ripudiamo la guerra, questo va ribadito".

  • Il corteo si è concluso in piazza Perugino

    Il corteo si è concluso in piazza Perugino, ma la manifestazione prosegue con un presidio. La Polizia, i Carabinieri di la Polizia locale continueranno a monitorare la situazione.

  • Il corteo a San Giacomo: il video

    Il corteo, con in testa lo striscione con su scritto "Resistere oggi come ieri contro la guerra e i nuovi fascismi" approda nel rione di San Giacomo. Diverse le bandiere della Palestina. E ancora slogan contro il riarmo, l'America, Israele, i Cpr e il decreto sicurezza."Il 25 aprile non è una ricorrenza, ora è sempre Resistenza", uno dei cori scanditi dai manifestanti. Il corteo è scortato dai mezzi delle forze dell'ordine.

    25 Aprile, il corteo di Trieste Antifascista per le strade della città
  • Il corteo attraversa via dell'Istria

    Il corteo è ora arrivato in via dell'Istria, vicino all'ospedale Burlo Garofolo. Non si registrano, per ora, altri momenti di tensione.

  • Canti partigiani in Risiera dopo la fine della cerimonia

    La Risiera si è un po' riempita di più dopo la fine della cerimonia solenne per ascoltare i canti partigiani. Ora sono 590 su 2.200 i posti liberi.

  • I residenti contestano i manifestanti, che urlano: "Spaccheremo tutto"

    Via Flavia, all'altezza dell'incrocio con via Miani, è ora chiusa al traffico. "Spaccheremo tutto", su sente urlare. Alcuni residenti stanno contestando la manifestazione gridando dalle case "andatevene" e intonando l' Inno nazionale.

  • Finita la cerimonia solenne in Risiera

    È finita la cerimonia solenne in Risiera e ha lasciato spazio alle note e ai canti del coro partigiano Pinko Tomažič, fondato nel 1972 a Basovizza da un gruppo di ex partigiani.

  • Callari: "La Liberazione è la festa di tutti gli italiani"

    "La Regione Fvg è presente alla cerimonia nella Risiera di San Sabba perché questo è un giorno importante per tutti gli italiani; sbaglia chi pensa sia una celebrazione di parte, poiché è la festa di tutti coloro che hanno creduto in una Repubblica democratica e libera". Lo ha affermato l'assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, presente su delega del governatore Massimiliano Fedriga. Callari, a margine della cerimonia, ha sottolineato come “l'Amministrazione regionale si riconosca pienamente nei valori di chi ha combattuto per la libertà, per una Repubblica democratica, libera da ogni vincolo e dittatura”. “Proprio in questa giornata e da questo luogo con così grande forza simbolica occorre ricordare che gli italiani hanno scritto nella Costituzione che sono contrari ad ogni forma di guerra: è un articolo della Costituzione fondamentale per la vita del nostro Paese”.

  • Partito il corteo antifascista da via Miani

    È partito da via Miani con una ventina di minuti di ritardo rispetto al programma, il corteo promosso da Trieste Antifascista al quale aderiscono Global sumud, Coordinamento No Green pass e Usb. 

    Alcuni manifestanti, poco prima dell'avvio, si erano posizionati davanti all'ingresso della Risiera dove è in corso la celebrazione istituzionale in onore del 25 Aprile, contestando alle forze dell'ordine il divieto di entrare. 

    "Resistere oggi come ieri contro la guerra e i nuovi fascismi", questo lo slogan che si legge nello striscione esibito nel corteo. "No al riarmo, no alla terza guerra mondiale".

    Al momento si conta circa un'ottantina di partecipanti. Numerose le bandiere della Palestina. 

    Sono presenti sia la Polizia (con anche la Digos) e i Carabinieri che stanno monitorando la situazione. 

    Questo il percorso: via Miani, via Flavia, via dell’Istria, via Rivalto, via Molino a Vento, viale D’Annunzio, via Conti e piazza Perugino.

  • Le preghiere cantate delle comunità ortodosse

    Dopo il discorso del rabbino è il momento delle preghiere cantate delle comunità religiose greco ortodossa dall'archimandrita Gregorios Miliaris, e di quella serbo ortodossa, padre Rasko Radovic.Parla anche il pastore evangelico luterano Andrei Popescu.

  • Discorso del rabbino: studenti espongono le bandiere della Palestina

    Durante la lettura del discorso del rabbino Meloni un gruppetto di una decina di ragazzi ha tirato fuori bandiere della Palestina. È subito intervenuta la vigilanza e la questura che ha chiesto loro di metterle via.

    Si tratta della rete degli studenti medi, ragazzi delle superiori. Sara Elsa Gherbaz e Giovanna Bulli spiegano il perché del gesto: "Ci sembrava importante ricordare che c'è un genocidio in atto. Festeggiamo la nostra liberazione ma ci sono molti popoli oppressi. Ci sembrava opportuno ricordarlo di fronte al silenzio della comunità ebraica".

    Cinque le bandiere che avevano con sé, fatte mettere via perché contro il regolamento esibire bandiere che non fossero di sindacati e associazioni. Gherbaz è già nota alle cronache cittadine e italiane perché in occasione della commemorazione delle vittime del terrorismo, ha presentato in Parlamento il tema vincitore di un premio dedicato alle scuole su un attentato di matrice nera a una scuola slovena di Trieste. In quell'occasione era balzato agli occhi dei cronisti un certo fastidio del presidente del senato Ignazio La Russa, che non ha applaudito.

    I ragazzi che hanno esposto le bandiere della Palestina
    I ragazzi che hanno esposto le bandiere della Palestina
  • Il discorso del rabbino: "Preoccupati per l'antisemitismo"

    Si dà lettura del discorso del rabbino Meloni e del rappresentante della comunità Alessandro Salonicchio. "Gli ebrei italiani sono particolarmente legati a questa ricorrenza. Segna la riconquista della dignità. La speranza che non si accenda più la fiamma dell'antisemitismo. Si pensava che a 80 anni di distanza che fosse soffocata tra le ceneri. Invece la parola antisemitismo è stata liberata con violenza sui media e sui social e ci sono manifestazioni dove si pronuncia sotto la pretesa dell'antisionismo. Sono preoccupati, non solo per sé stessi, ma per l'Italia tutta. Memoria è anche impegno attivo nel presente".

    Il discorso si conclude con un "Shalom, pace", pronunciato con rispetto.

  • Il vescovo Trevisi: "Signore liberaci da tutte le guerre"

    "Liberaci da tutte le guerre o Signore", inizia così la preghiera del vescovo di Trieste, Enrico Trevisi. "Su tutti voi perché siate artigiani di pace scenda la benedizione del Signore Dio onnipotente", conclude.

  • I sindacati ricordano Tommaso e gli altri morti sul lavoro

    I sindacati confederali CGIL , CISL e UIL, in un discorso letto da Andrea Holjar, della segreteria di Uilm, ricordano Tommaso Enzo Andreuzza, "caduto dal tetto di un capannone situato all’interno della Fincantieri di Monfalcone, a poche decine di chilometri da qua" e il fenomeno delle morti sul lavoro.

  • Kneip: "Il 25 Aprile ha permesso al nostro Paese di essere ciò che siamo ora"

    Parla Renato Kneipp per le associazioni dei partigiani e dei deportati. "Il 25 Aprile ha permesso al nostro Paese di essere ciò che siamo ora". "Non riconoscersi in questa data vuol dire rifiutare il momento fondativo del nostro Paese", ha affermato. Come diceva Antonio Gramsci "per essere veramente cittadini bisogna essere partigiani", ha detto. Ha anche richiamato le parole di papa Leone sulle guerre in atto. "Viva la resistenza, viva il 25 Aprile, festa della liberazione", ha concluso.

  • Applausi per il sindaco Gabrovec per le parole sui migranti

    Sta pronunciando in sloveno e in italiano il suo discorso il sindaco di Duino Aurisina, Igor Gabrovec. "Qui il silenzio parla più delle parole", ha affermato. Ha ricordato le parole di Calamandrei: "La libertà è come l'aria, ci si accorge che manca quando comincia a mancare". Scoppia un applauso quando si chiede "Proviamo ancora vergogna?" per il modo in cui sono trattati i migranti.

  • Il sindaco Dipiazza: "Mai più odio" 

    "La Risiera di San Sabba non è soltanto un monumento nazionale. È un luogo della coscienza. Qui noi siamo chiamati non solo a ricordare, ma a comprendere, a vigilare, a tramandare. Oggi, mentre celebriamo questa ricorrenza, non possiamo ignorare il contesto in cui viviamo. Il mondo attraversa una fase complessa e delicata. Guerre e conflitti continuano a insanguinare diverse aree del pianeta. Popolazioni civili vengono colpite, costrette a fuggire, private dei diritti fondamentali. Assistiamo a tensioni crescenti tra Stati, a una diffusa instabilità che genera paura e incertezza. Accanto a tutto questo, emergono segnali che non possiamo sottovalutare: il riemergere di nazionalismi esasperati, la diffusione di linguaggi d’odio, il rischio di un progressivo indebolimento delle istituzioni democratiche. Di fronte a questo scenario, il messaggio del 25 aprile assume una forza straordinaria. Ci ricorda che la pace non è mai garantita una volta per tutte. Che la democrazia è fragile se non viene difesa ogni giorno. Che la libertà richiede impegno, partecipazione, responsabilità". Sono le parole del discorso del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza.

    "Da questo luogo - ha concluso il sindaco -deve partire un messaggio forte: mai più odio", ha affermato. "Viva Trieste, viva la Repubblica, viva l'Italia", ha concluso.

    25 Aprile a Trieste, il sindaco Dipiazza: "Mai più odio"
  • Risiera piena a metà a cerimonia iniziata

    1.058 su 2.200 i posti liberi in Risiera a cerimonia iniziata . Non c'è insomma la folla che fa caratterizzato la commemorazione l'anno scorso. Manca tra le autorità religiose il rabbino di Trieste, in quanto il 25 Aprile quest'anno cade di sabato, nel giorno di riposo dello Shabbat. 

    Prima del varco d'ingresso della Risiera sono presenti due blindati della polizia e diversi agenti, per timore di disordini per il corteo antagonista previsto alle 12. L'anno scorso due agenti erano rimasti feriti e c'era stato lancio di fumogeni.

  • Iniziata la cerimonia solenne in Risiera

    È appena iniziata la cerimonia solenne, con l'ingresso dei gonfaloni delle città di Muggia e di Trieste davanti al picchetto d'armi. Presenti i gonfaloni della Regione e di diverse città dell'altipiano, come anche i labari di associazioni, sindacati e del comitato internazionale del lager nazista .

    Il prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi, l'assessore regionale Sebastiano Callari e altre autorità insieme al colonnello Claudio Romano, comandante del comando militare dell'esercito Friuli Venezia Giulia. Poi le corone dei sindaci dei comuni della provincia di Trieste e della città di Sesana. Vengono poi deposte corone e omaggi floreali da gruppi e associazioni.

  • In Risiera presenti circa 700 persone: niente pienone

    Fazzoletti e cravatte rossi, gonfaloni di associazioni d'arma, autorità delle varie confessioni religiose di Trieste, bandiere di sindacati, crocerossine, una corona di alloro del PD, diversi assessori comunali e consiglieri regionali e sindaci del territorio. Il cortile della Risiera di San Sabba a Trieste, unico campo di sterminio in Italia, a pochi minuti dall'inizio della cerimonia in occasione del 25 Aprile contiene 700 persone. Non c'è il pienone che aveva segnato la cerimonia dell'anno scorso.

  • Misure di sicurezza e i percorsi dei cortei

    Misure di sicurezza rafforzate in occasione delle due manifestazioni in programma per la ricorrenza del 25 Aprile. La Questura intende schierare complessivamente circa un centinaio di operatori. 

    Il corteo ritenuto maggiormente a rischio di tensioni e disordini è quello delle 12 promosso da Trieste Antifascista al quale aderiscono Global sumud, Coordinamento No Green pass e Usb.

    I partecipanti si raduneranno in via Miani, nei pressi dell’incrocio con via Puschi. Il percorso è così stabilito: via Miani, via Flavia, via dell’Istria, via Rivalto, via Molino a Vento, viale D’Annunzio, via Conti e piazza Perugino.

    Alle 16, a San Giacomo, è atteso invece il corteo che coinvolgerà la Cgil, i partiti di centrosinistra (dal Pd a Rifondazione comunista) e svariate associazioni. La manifestazione, che culminerà in piazza Unità, si snoderà lungo Campo San Giacomo, via Caprin, via Molino a Vento, piazza Garibaldi, via Oriani, largo Barriera, via Carducci e piazza Goldoni. A quel punto i partecipanti imboccheranno corso Italia, svolteranno a destra in via San Spiridione, poi proseguiranno in via Filzi, gireranno nuovamente a destra per prendere via Milano e per puntare nuovamente verso via Carducci. Qui raggiungeranno piazza Oberdan, piazza Dalmazia, via Ghega e piazza Libertà. Il corteo continuerà sulle Rive con destinazione piazza Unità.

Argomenti:cronaca

Riproduzione riservata © Il Piccolo