A maggio il raid in Geriatria Sparito nel nulla un ecodoppler

Farmaci oncologici, ma anche attrezzatura diagnostica che costa migliaia di euro. È un business quello dei furti su commissione di materiale sanitario. I medicinali e gli apparecchi sottratti spesso seguono i canali esteri di contrabbando, come accertato in altre indagini.
Un fenomeno che investe tutta Italia: stando alle stime, dal 2014 nel Paese sono stati fatti sparire 752 strumenti sanitari. Danni milionari. I ladri entrano di notte, oppure si fingono pazienti, o parenti, per confondersi in ospedale.
Il colpo dei farmaci non è nuovo a Trieste. Era il 13 febbraio quando i criminali avevano saccheggiato la Farmacia del Maggiore, la stessa di ieri, cioè quella che si trova al secondo piano e che ospita anche la U.F.A., l’Unità Farmaci Antiblastici, cioè gli anti-tumorali.
È un centro ad alta specializzazione, in cui vengono preparate e distribuite le medicine agli ammalati di cancro dell’intera città. Sono prodotti delicati, tossici, rilasciati e somministrati direttamente in ospedale per le singole cure: farmaci oncoematologici, spesso usati per tumori in metastasi. Prodotti che hanno un costo altissimo, anche di migliaia di euro a scatola: come il Bevacizumab, ad esempio, impiegato per il trattamento di varie forme di cancro, tra cui quella del colon-retto. Le indagini, sul colpo di febbraio, sono ancora in corso.
L’ultimo furto, in ordine di tempo, è avvenuto a metà maggio in Geriatria, sempre al Maggiore: i ladri avevano rubato un ecodoppler con sonde da circa 40 mila euro.—
G.S.
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