«Accogliere i profughi a casa scatenerà ondate su Trieste»

Il centrodestra stronca il sistema lanciato da Comune, Prefettura, Caritas e Ics Il Pd: «Iniziativa seria e innovativa rivolta a chi è già presente sul territorio»
Foto BRUNI 09.11.15 Silos-accampamenti immigrati clandestini
Foto BRUNI 09.11.15 Silos-accampamenti immigrati clandestini

Il sistema di accoglienza lanciato da Comune, Prefettura, Caritas e Ics, che invitano le famiglie triestine a ospitare immigrati offrendo un contributo mensile di 400 euro, scatena un putiferio. Forse senza precedenti, da quanto è iniziata l’emergenza profughi in città. Il centrodestra, da Forza Italia alla Lega Nord, alza gli scudi.

Il primo ad accendere la miccia, con un durissimo comunicato, è il segretario provinciale del Carroccio Massimiliano Fedriga. «Ormai siamo alla follia - sbotta il leghista - come se non bastasse il Consorzio italiano di solidarietà, il cui presidente era candidato con Sel, che già prende milioni di euro dalle prefetture, garantirà a questi clandestini il trasporto per portarli ai corsi di lingue, di formazione e ovviamente per fornire tutti i servizi sanitari. Tutto questo mentre i triestini che sono per strada non hanno di che mangiare e sono abbandonati a loro stessi. Adesso - conclude - è il momento di mandare a casa a calci nel sedere Renzi, Alfano, Serracchiani e Cosolini». Segue, a ruota, il collega di partito Pierpaolo Roberti, candidato sindaco. «Si decide di scaricare la patata bollente sulla collettività, garantendo un obolo di 400euro a chi se ne farà carico. La realtà - insiste Roberti - è che, oltre al consueto spreco di denaro, si andrà non a tamponare l'ondata migratoria bensì addirittura a incentivarla, trasformando la città in una vera e propria meta privilegiata». Ecco, ciò che teme il centrodestra: che Trieste diventi la porta d’oro dei profughi. «La soluzione - incalza infatti la deputata forzista Sandra Savino - sarebbe quella di incentivare economicamente i cittadini, magari quelli alle prese con problemi finanziari, a fare un po’ di cassa trasformando casa propria in un centro d’accoglienza. L’impressione è che il Comune tenti subdolamente di scaricare sui singoli cittadini un compito che non può essere loro».

Se i consiglieri circoscrizionali Alberto Polacco e Roberto Dubs liquidano l’idea invitando il sindaco Cosolini e l’assessore Famulari a ospitare essi stessi profughi in casa, Claudio Gicaomelli di Fratelli d’Italia lancia una contro proposta: «Si adotti un italiano, piuttosto, ce ne sono sempre di più a Trieste in stato di povertà». Polemico anche il comitato provinciale di Rivolta l’Italia che bolla come «buonismo ideologico» l’iniziativa.

L’assessore Laura Famulari non scende nella mischia, ma si limita a sottolineare «che questo non è un modo per incentivare gli arrivi, perché chi verrà ospitato è già presente sul territorio». È Antonella Grim, segretaria regionale Pd, a replicare agli attacchi del centrodestra. «È un modo serio, concreto e innovativo di dare, a chiunque lo desideri, la possibilità di contribuire. I flussi migratori non si gestiscono solo con la forza, ma anche e soprattutto con controlli corretti, un’organizzazione efficiente e solidarietà». D’accordo i consiglieri dem Giovanni Barbo e Aureo Muzzi: «Il progetto è importante perché dà la possibilità a chi vuole mettere a disposizione degli spazi di farlo».(g.s.)

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