Accoltellata dall’ex marito a Monfalcone, presto tornerà a casa

Mariarosa Kodermaz sarà dimessa a giorni da Cattinara: disposto il dissequestro dell’alloggio teatro del fatto di sangue

Tiziana Carpinelli
A sinistra le forze dell'ordine sul luogo del delitto in vicolo Desenibus. A destra Paolo Utili, 70 anni
A sinistra le forze dell'ordine sul luogo del delitto in vicolo Desenibus. A destra Paolo Utili, 70 anni

Sigilli rimossi. È stato dissequestrato venerdì l’appartamento al secondo piano del civico 8 di via Desenibus, teatro nella notte epifanica di una doppia tragedia: il tentato femminicidio della professoressa di italiano ormai in pensione Mariarosa Kodermaz, 63 anni, nata a Gorizia, e il suicidio del suo aggressore, il 70enne monfalconese, in passato docente di Meccanica al Galilei, Paolo Utili. Quell’ex da cui la vittima s’era divisa nel 2017 dopo due lustri di unione, ma con cui era tornata a convivere nel quadriennio successivo, pur da separati in casa.

La Polizia intervenuta sul posto. Foto Bonaventura
La Polizia intervenuta sul posto. Foto Bonaventura

Gli elementi ch’era necessario preservare sono stati evidentemente tutti raccolti dalla Polizia, incaricata delle indagini. E nello stesso tempo, davanti alla probabile chiusura del fascicolo per estinzione del reato, tecnicamente «in conseguenza della morte del reo», come da articolo 150 del Codice penale, è logico che l’appartamento rientri nelle disponibilità della legittima titolare. Del resto Mariarosa Kodermaz a giorni farà rientro in città, in ragione delle attese dimissioni da Cattinara, dov’era stata ricoverata il 6 gennaio a seguito di plurime ferite inferte dall’ex coniuge con un coltello a serramanico, lama di sette centimetri. Fendenti che avevano raggiunto il petto e l’addome.

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A sinistra le forze dell'ordine sul luogo del delitto in vicolo Desenibus. A destra Paolo Utili, 70 anni

La salma di Utili, a disposizione dell’autorità giudiziaria, sarà sottoposta ad autopsia mercoledì. La Procura, per approfondire comunque ogni aspetto, tanto più a fronte di ferite da arma da taglio, pur autoinflitte stando ai riscontri, ha stabilito di procedere con l’esame, prima di imprimere il nulla osta alla sepoltura.

La notte tra il 5 e il 6 gennaio Utili, dopo aver visto la 63enne in un lago di sangue, aveva rivolto il coltello a serramanico contro di sé, ferendosi alla gola fino a recidere la giugulare. Era deceduto di lì a poco per uno choc emorragico.

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Paolo Utili

L’ex moglie, invece, era riuscita a trascinarsi sul pianerottolo e a chiedere aiuto. La salvezza, attorno all’1.20, era arrivata grazie a una vicina che non era rimasta insensibile alle grida: Rahman Sharmin, giovane mamma di 36 anni. Trovata la donna in stato di grave ferimento, aveva tirato indietro i figlioletti per preservarli dalla terribile scena e prontamente aveva attivato i soccorsi. Interpellato in merito, il sindaco Luca Fasan ha commentato: «A chi si prodiga agevolando la messa in sicurezza di una vittima va ogni mio plauso».

 

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E potrebbe ricevere un encomio? «Non ritengo vi debba essere un atto formale – replica –, invece penso sia utile mettere in pubblico rilievo il suo comportamento, un modello per tutti: la giovane vicina coraggiosamente s’è prestata a dare una mano a una persona in estrema difficoltà. Avrebbe potuto non farlo, tanto più che si trovava in compagnia di figli piccoli, ma non c’ha pensato due volte». «Io credo che mantenere buoni rapporti di vicinato, venire incontro agli altri, anche in situazioni non così drammatiche – conclude il sindaco – sia cosa da preservare e agevolare in ogni modo».—

 

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