Accordo raggiunto con i medici di famiglia in Fvg: aumenti fino a 3.900 euro l’anno

TRIESTE C’è un nuovo incentivo per i medici di medicina generale. Riguarda la partecipazione alle attività delle Aft, le aggregazioni funzionali territoriali introdotte dalla riforma Serracchiani-Telesca e vale 3 euro lordi annui per assistito. Per chi raggiunge il tetto massimo dei 1.300 assistiti si tratta di 3.900 euro.
È la parte economica dell’intesa siglata ieri a Trieste dalla Regione, rappresentata dal vicegovernatore e assessore alla Salute Riccardo Riccardi, con i rappresentanti delle categorie interessate. L’Accordo integrativo regionale (Air) 2019 è un documento, sottolinea Riccardi, che consente di garantire continuità a diverse attività dei mmg con la premessa della conferma di un elemento di fondo, «la necessità della prosecuzione dello spostamento del baricentro per la risposta alla cronicità dalle attività ospedaliere a quelle territoriali». Le azioni saranno dunque volte «all'intercettazione dell'instabilità nel cronico e nel fragile che, molto spesso, generano ricoveri potenzialmente evitabili».
La fase è evidentemente di transizione. Non a caso l’assessore parla di un «accordo ponte» che favorisce azioni propedeutiche alla definizione, entro l’anno, del nuovo Air triennale. Nell’attesa vengono mantenuti, e anzi ribaditi, alcuni capisaldi della riforma del centrosinistra. Tra questi appunto le Aft, modello organizzativo pensato nella precedente legislatura per consentire a fasce di popolazione comprese tra i 20 e i 30 mila abitanti di ottenere risposte nelle 12 ore diurne (sei giorni su sette) non solo dal proprio medico, ma anche da altri professionisti comunque forniti delle informazioni sul paziente.
L’accordo siglato ieri intende rafforzare, oltre alle Aft «quale snodo dell'inclusione della medicina generale nelle dinamiche distrettuali», anche gli Udmg, Uffici distrettuali di coordinamento della medicina generale, «momento strategico di partecipazione al governo delle attività distrettuali e alla programmazione delle stesse», e le Mgi, Medicine di gruppo integrate, «forma organizzativa erogativa dell’assistenza primaria». Quanto ai Cap, «si vuole superare la logica con cui vennero privilegiate le concentrazioni di medici nei Centri per l’assistenza primaria, che non si intendono ora abrogati, ma quali forme particolari di organizzazione di una Mgi, in sede unica e in ambienti di proprietà aziendale».
Da parte del segretario regionale della Fimmg Dino Trento arriva un commento soddisfatto. «Anticipando quanto si sta già proponendo a livello nazionale per la prossima convenzione, si sono poste le basi per una serie di innovazioni», si legge in una nota in cui si parla di medici di famiglia «traghettati dalle riforme del 2014 e del 2018 alla medicina territoriale del futuro». Si sottolinea quindi come l’accordo «agevola la creazione dei microteam multiprofessionali, la diffusione del personale di studio, il mantenimento della prossimità con i cittadini, l’abbandono della logica di accentramento obbligatorio in mega poliambulatori spesso costosi e inutili e il lavoro per obiettivi di salute misurabili». —
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