Addio a Persi, uno dei mitici “otto”

Aldo Persi “ha tirato i remi in barca”. A novant’anni, vissuti a dir poco intensamente, ha dovuto inchinarsi alla legge del tempo che è riuscita a piegare anche la sua eccezionale tempra d’atleta.
Aldo Persi è stato una gloria del canottaggio monfalconese e nazionale avendo fatto parte del mitico “otto” della Timavo, capace di imporsi nell’immediato dopoguerra in innumerevoli gare regionali, nazionali e internazionali.
Un armo da leggenda, quello della Timavo, composto da nomi entrati nella storia di questo sport: Demarin, Chicco, Sanzin, German, Bobig, Giurissa, Sossi, Faccin e, appunto, Persi. Questi atleti si fregiarono anche del titolo europeo e solo per una “pastetta” federale (a quei tempi un armo “di confine” era ritenuto scomodo, si preferì agevolare quello della “Moto Guzzi”) furono privati della gioia di partecipare alle Olimpiadi. Un episodio che Persi non aveva mai digerito.
Aldo Persi era il decano di una delle più note famiglie di Monfalcone, figlio di “Catina del pesce”, storica figura del mercato di Monfalcone, e fratello di un’altra gloria sportiva della città, Nicoletta, una delle più forti cestiste che il basket italiano abbia mai prodotto.
Aldo Persi, che era fratello di Sergio, padre dell’ex sindaco di Monfalcone Adriano, lascia anche la sorella Lidia e i figli Ivanna e Fulvio, oltre agli amati nipoti. Una vita, la sua, dedicata allo sport ma anche e soprattutto alla famiglia e al lavoro. Aldo aveva iniziato a lavorare nello stabilimento della Solvay di Monfalcone. Trasferito successivamente a Rosignano, dove aveva portato tutta la sua famiglia, aveva potuto poi fare rientro nella sua città grazie a un posto trovato nella Cartiera del Timavo di San Giovanni di Duino, con le mansioni di capo meccanico. Lavoratore scrupoloso, tanto quanto lo fu come atleta, alla Cartiera aveva concluso la sua attività lavorativa e affrontato una serena pensione. L’ultimo saluto ad Aldo Persi sarà dato oggi alle 10 nella chiesa dei Santi Nicolò e Paolo a Monfalcone.(f.m.)
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