Ai ferri corti sul Covid e l’esecutivo abbandona l’aula
la querelle
«Buona sì, fessa no». Al culmine del torrenziale intervento al secondo atto della due giorni di Consiglio comunale, Anna Cisint non c’ha visto più. Ha perso le staffe alle domande dell’opposizione che raccogliendo le firme aveva strappato d’urgenza un’assise per fare il punto su vaccini e Covid e ha esortato la controparte a presentarsi, anziché chiedere con «pretese e arroganza», al triage del centro vaccinale, in veste di volontaria, «come sta facendo dall’11 marzo l’assessore Garimberti, ogni giorno».
Ciò dopo aver rilevato che «il Comune non ha competenze dirette sulla sanità», che «nessun altro consigliere in Fvg ha interrogato il suo sindaco su questa materia, strettamente statale e regionale» e che si sarebbe aspettata caso mai «un documento di proposte» da indirizzare alle autorità referenti. Dopo un’ora abbondante di intervento, pertanto, ha chiuso il microfono, si è tirata dietro la maggioranza, facendo cadere il numero legale, e ha chiuso l’assise. Opposizione sulle barricate. La civica Annamaria Furfaro: «Inaudito che non ci abbia risposto: peraltro solo grazie all’intervento prefettizio s’è avuto il Consiglio». Cristiana Morsolin (La Sinistra): «È vero che la sanità non è in capo al Comune, ma se è merito della sindaca quando all’ospedale va tutto bene, come mai quando ci sono problemi invece il tema non pertiene all’ente? In ogni caso si trattava di domande serie, sul Cisi, sull’adesione ai vaccini degli operatori. Se la profilassi non procede avremmo avuto proporre al Comune una campagna di sensibilizzazione: può giovare». Del medesimo avviso Elisabetta Maccarini (Misto) e Antonio de Lieto dei Pensionati, che per l’ennesima volta ha rimarcato la necessità di dotare l’ente di una mappa dei bisogni.
Ad esordire, ieri, dopo lunghi ringraziamenti soprattutto al personale sanitario, Gualtiero Pin del M5S, in staffetta con Furfaro che ha posto una serie di interrogativi, dalla carenza di parcheggi («solo 8-10 in via Bellini») al centro Poclen, passando per la necessità di allargare i distretti della profilassi agli oratori («c’è disponibilità dalla Cei») e i motivi per i quali «qui non siano arrivati i kit di Moderna, che non ha dato problemi, ma a Trieste sì». Quesiti, a detta di Furfaro, posti dai cittadini. Mentre Paolo Fogar (Pd), si è detto preoccupato che il centro Poclen si riveli piccolo e inadeguato alla campagna, altresì invocando «trasparenza» sui dati.
Cisint si è detta «sbalordita» che non si sappia di chi sia la competenza vaccinale, nonostante la carica consiliare. Piccata dell’accusa di Maccarini di «fare dirette social solo quando tutto va bene», ha ribadito di «essere stata, assieme alla giunta, in prima linea da inizio pandemia», senza sapere cosa fosse una domenica. «Ma questo – ha ironizzato – è il paese che quando c’erano i mondiali tutti erano Bearzot».
A margine della seduta, il comunicato congiunto di Morsolin, Furfaro, Pin, Maccarini e de Lieto: un «grave atto di mancanza di rispetto per le istituzioni», l’abbandono dell’assise «mentre ancora stavano parlando i consiglieri». Cisint «non è in grado di sostenere il confronto» con chi chiedeva conto della gestione Covid. «Mai si era verificato un simile atto di disprezzo dell’aula». Un’amministrazione che «si vanta dei bilanci delle adesioni agli eventi natalizi, ma fatica a raccontare che la mortalità qui è aumentata a novembre del 30% e a dicembre del 49%, rispetto alla media degli stessi mesi tra il 2015-2019, dati Istat». Invece Ciro Del Pizzo (Monfalcone sei tu) ha bollato come «politicamente indicibile» la condotta dell’opposizione, che «strumentalizza il tema del Covid per attaccare: se si volevano risposte bastava chiederle senza polemica». —
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