Al Volta 11 super bravi, di cui uno con lode Voto in tripla cifra anche per un 40enne

Sono undici gli studenti ad aver concluso l’esame di maturità con il massimo dei voti all’Istituto Volta, quasi tutti pronti, ora, ad iscriversi all’università. Ma alcuni di loro sono già desiderosi di affrontare una prima avventura nel mondo del lavoro.
Per Leonardo Verrone 100 con lode: «Difficile prepararsi autonomamente senza potersi confrontare in aula con professori e compagni – ricorda il neodiplomato – la cosa che più mi è dispiaciuta è stata la mancanza dei bei momenti, gli ultimi giorni in aula o le cene di classe. Dopo il diploma continuerò gli studi all’Università di Trieste, con il corso di “Artificial Intelligence & Data Analitics”».
Stesso obiettivo anche per Leo Peinkhofer. «Nonostante l’assenza degli scritti – commenta – è stata una bella sfida per noi studenti, non solo per il grande orale, da 40 punti, e la presentazione dei Pcto, l’ex Alternanza Scuola Lavoro, ma soprattutto perché le difficoltà della didattica a distanza si sono ripercosse sul secondo quadrimestre. La concentrazione davanti allo schermo è inferiore all’attenzione che si può prestare in classe».
«Sono ovviamente molto soddisfatto dei risultati – sottolinea – l’unico rimpianto è aver perso quegli ultimi mesi di scuola superiore che non riavremo mai. Dopo l’estate mi aspetta la facoltà di “Data Science”, lo studio dei Dati e dell’intelligenza artificiale».
Alessio Piacentini ha atteso tutti i suoi compagni prima del maxi colloquio. «Sono stato l’ultimo della scuola – dice – e nonostante l’ansia sono riuscito a gestire tutto. Sono contento di come è andata e adesso si pensa al futuro. Mi iscriverò a Ingegneria Industriale e magari cercherò qualche lavoretto per guadagnare un po’». «Non mi sarei mai immaginato – aggiunge – di finire in questo modo le superiori, anche se io e i miei compagni abbiamo cercato di vivere al meglio i ultimi momenti sui banchi di scuola virtuali».
Sceglierà Ingegneria Navale Luca Pacor. «Rivedere i professori dopo diversi mesi è stata una stranissima sensazione. Tutti i membri della commissione sono stati molto disponibili e hanno ascoltato con grande attenzione l’esame, soprattutto la parte dedicata al progetto da noi realizzato».
Direzione università per Giovanni Spolverini. «Anche se è già arrivata una richiesta di disponibilità per un colloquio conoscitivo da una ditta triestina – precisa – il post diploma sarà per il 99 % caratterizzato dallo studio di Ingegneria Civile».
«L’Istituto Volta ha tessuto una fitta trama di contatti con numerose aziende leader del settore sul territorio. Tutto questo, unito a una commissione valutativa compatta, ha reso l’esame una prova meritocratica – racconta Ludwig Blasi – per il mio prosieguo, ho deciso per la facoltà di Ingegneria Meccanica all’Università di Trieste, reputo sia la logica prosecuzione del percorso intrapreso».
«Mi sono preparato concentrandomi molto sullo studio durante il tempo libero dovuto al lockdown. Dopo il diploma – annuncia Sebastiano Bertoli – mi attende Ingegneria Civile».
«Sono super contento del risultato ottenuto – evidenzia Shahid Khan Dawlatzai – uno dei motivi per cui ho completato gli studi è che volevo arrivare all’università, dove mi piacerebbe seguire relazioni internazionali, Economia o Scienze Politiche più economia».
«È stata una matura piena di soddisfazioni e sono contento del traguardo raggiunto – dice Cristian Zonta – ora vorrei approcciarmi al mondo del lavoro per acquisire più esperienza, anche se la possibilità di continuare con gli studi non la escludo».
L’unico 100 al femminile al Volta è stato di Sara Billè. «Il voto conclusivo non si è basato sullo “sprint” finale degli ultimi mesi di scuola, ma sull’impegno costante dell’alunno, portando di conseguenza molta più soddisfazione per il lavoro svolto. Il prossimo anno inizierò all’università il corso di laurea in Matematica con l’obiettivo di un impiego nel campo dell’insegnamento o della ricerca».
Ha concluso la maturità alle serali Enzo Procentese, 40 anni. «Sono riuscito a conciliare un lavoro a tempo pieno, all’insegna anche delle reperibilità, con le lezioni e lo studio, questo 100 è un po’ inaspettato, e mi ha regalato una grande gratificazione. Significa che con impegno e sacrificio tutto è possibile». –
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