Albergo Adria, sì all’innalzamento: passa per un voto e tra contestazioni

Sette favorevoli (tra questi il sindaco Maricchio e il vice Di Mercurio), sei contrari e tanti assenti Disertano l’aula gli assessori Gordini e Ronchiato. Proteste e striscione del comitato oppositore
Di Antonio Boemo
GRADO - proteste albergo adria
GRADO - proteste albergo adria

GRADO. E’ passato con 7 voti favorevoli e 6 contrari il piano particolareggiato dell’Albergo Adria. Al di là delle altezze che hanno scatenato negli ultimi tempi anche una raccolta di firme contrarie all’innalzamento (secondo i promotori 2.700), sono da evidenziare gli aspetti politici della questioni e le assenze di diversi componenti della massima assise cittadina. Tra queste quelle di due assessori, Riccardo Ronchiato ed Emiliano Gordini che non avevano partecipato nemmeno alla precedente riunione che era stata sospesa e rinviata per la mancanza del numero legale dei presenti. E’ nota tuttavia la loro contrarietà, così come peraltro l’ha palesata apertamente in aula con il suo voto contrario, un altro assessore, Andrea Felluga. Assenti inoltre i consiglieri di minoranza Daniele Coslovich, impegnato per lavoro a Roma, ed Enzo Tirelli che proprio l’altra mattina ha rassegnato le dimissioni. Ha votato invece a favore approvando il Prpc dell’Adria, il consigliere passato all’opposizione, Fabio Zanetti. Insomma una votazione davvero strana che porta a diverse ipotesi che viste da una parte politica o dall’altra, hanno valutazioni ovviamente diverse. Certo è che la presenza del sindaco Edoardo Maricchio, reduce da un delicato intervento chirurgico che ha lasciato qualche segno e che si muove con una certa difficoltà, è stata determinante.

Infatti, in caso di parità il Prpc dell’Adria non sarebbe passato. L’altezza della parte nuova dell’albergo (nella parte retrostante, verso via Marina) dunque al centro dell’attenzione. Tutto l’edificio storico, quello che si affaccia su viale Europa Unita, manterrà invece l’attuale aspetto. Anche l’altra sera in aula il capogruppo di Liber@, Dario Raugna, ha fatto riferimento a 33 metri di altezza del nuovo blocco retrostante. La proprietà ha invece precisato qualche tempo fa che l’altezza complessiva è di 31,80. Un intervento breve – erano previste solo le dichiarazioni di voto – molto accalorato e critico, verso ad esempio i due “assessori che sono scappati”. Angela Giorgione capogruppo Pd ha motivato la contrarietà politica all’approvazione dell’Adria, così come Sergio Camuffo della maggioranza ha fatto altrettanto dichiarando il voto favorevole.

A favore anche Silvano De Monte che ha stigmatizzato le assenze ed ha detto che se un Prpc passa attraverso la commissione tecnico edilizia e quella urbanistica e corrisponde alle norme, non può che essere approvato. Molto duro contro gli assessori assenti anche Fabio Zanetti che tuttavia ha votato a favore poiché sarebbe stata una “vigliaccheria politica” non approvarlo dopo che è stato verificato che tutto è a norma e che il consiglio comunale ha già approvato recentemente il Prpc di un altro albergo, lo Stella Maris. Brevissimo anche l’intervento del sindaco Maricchio che ha evidenziato che anche 5 o 10 posti di lavoro servono; ciò per dire che l’albergo che sorgerà porterà occupazione. Ultimo intervento quello del vice sindaco Gianni Di Mercurio che ha presieduto la seduta che ha fatto la storia dell’istruttoria di questo albergo che è iniziata ancora nel lontano 2000. Di Mercurio è stato poi attore, assieme a Zanetti di un vero e proprio scontro dialettico molto rude ad alta voce. Si è infine giunti al voto. Sette, dunque i favorevoli: Maricchio e Di Mercurio, l’assessore Elisa Polo e i consiglieri di maggioranza Silvano De Monte, Stefania Trangoni e Sergio Camuffo e il consigliere di minoranza Zanetti. Contrari in sei: i tre di Liber@ (Dario Raugna, Fiorenzo Facchinetti e Mauro Tognon), i due del Pd (Angela Giorgione e Giorgio Marin) e l’assessore Andrea Felluga. Al risultato il pubblico, per la quasi totalità firmatari della petizione contro l’altezza dell’Adria, ha urlato lungamente “vergogna, vergogna”.

@anboemo

Riproduzione riservata © Il Piccolo