Alcol al volante: 457 sanzioni in 15 mesi

Il sequestro della macchina, 500 euro di multa, meno 10 punti sulla patente, dritti filati all’Alcologia dell’Azienda sanitaria a farsi curare o persuadere magari per mesi, e infine un bel processo penale. Come scherzetto di una sera allegra (mettersi alla guida avendo bevuto) non c’è proprio male se la pattuglia alza la paletta, fa soffiare il guidatore nello strumento pre-test, lo trova rosso, passa all’etilometro, e misura la quantità di alcol ingerita. Con questi sistemi duri, oltre che con anni di messaggi, il risultato di fondo è stato in buona parte ottenuto: «I morti sulla strada di età 15-30 anni a causa dell’alcol a Trieste sono diminuiti in un decennio da 8-9 a 2-3» assicura Paolo Goliani, direttore della Medicina legale dell’Ass1 e della Commissione provinciale patenti che gestisce il destino del guidatori “alticci”, 2500 passaggi di trattamento alla data attuale (numero enorme), spesso giovani trovati ubriachi fradici, e non di rado pure recidivi.
Le pattuglie dei Carabinieri nel 2012 hanno comminato 300 multe per guida “alcolica” (evidentemente per tassi non eccessivi) e sequestrato 50 veicoli (nei casi peggiori). La Polizia di Stato tra 2012 e primi tre mesi di quest’anno ha punito 64 conducenti più 4 tra professionisti della guida e neopatentati con meno di 21 anni, ma i controlli sono stati ben 4041, di cui solo 848 proseguiti al livello di etilometro. La sanzione penale scatta anche per chi si sottrae ai controlli, mentre tutti i sanzionati hanno il diritto di indicare il proprio difensore legale (o a far verbalizzare che vi rinunciano).
I vigili urbani, che tra febbraio e marzo hanno varato una specifica azione di controllo con il loro Nucleo tecnologie stradali andando mattina e pomeriggio da via Flavia alla Costiera, da via Caboto a via dell’Istria, da via Revoltella a riva Grumula, controllando 306 guidatori di cui per fortuna solo 1 è risultato positivo, nel 2012 hanno sanzionato 88 guidatori in stato di ebbrezza. Nel 2009 erano stati 140, e 128 nel 2007, di nuovo 145 nel 2003. In totale dunque in 15 mesi non meno di 476 puniti, 35 al mese, comunque più di uno al giorno.
Dice Daniele Manin, sostituto commissario della Polizia: «Ci accorgiamo però che i costumi sono cambiati, spesso se fermiano una macchina con quattro ragazzi a bordo, quello che guida si è astenuto dal bere. Dove c’è una coppia, sta guidando la moglie (più prudente). Nelle serate del sabato molta più gente usa il taxi». Andrea Guglielmi, comandante provinciale dei Carabinieri, sottolinea la forza dell’impegno istituzionale su questo drammatico (“scellerato” secondo i Vigili urbani) comportamento: «La strumentazione ci è stata fornita, attraverso la Prefettura, dalla Regione, con l’assessore Seganti, che ha destinato dei fondi». Luciano Momich, vicecomandante della Polizia municipale: «Con grande piacere e stupore abbiamo constatato che le nostre pattuglie speciali non hanno “beccato” qualcuno ogni giorno, ma solo uno in 15 giorni. La gente, grazie alla prevenzione che sta cominciando a funzionare, ha più coscienza».
Ma è il medico legale Paolo Goliani che “raccoglie” quelli sanzionati e li deve gestire, ed elenca dal progetto Overnight alle campagne d’informazione, al “Mese contro l’alcol” di Azienda sanitaria e Comune come pressanti “task force” educative, oltre che le dure sanzioni. «La patente - dice - non è bene toglierla per periodi troppo lunghi, chi ha perso i freni inibitori sarebbe capace di guidare pure senza, e se è strumento di lavoro non dobbiamo creare noi una deriva sociale». Meglio curare.
Con tutto ciò «il 10% dei fermati over-30 anni ha problemi di alcol cronici, la metà dei giovani fermati è a rischio di trasformare il bere “sociale” in etilismo, ed è recidivo, l’1,5% era ubriaco fradicio, nella metà dei casi il fermo è avvenuto per incidente stradale, causato in misura pari da maschi e femmine. Chi viene sanzionato una volta a 25 anni, poi a 30, poi a 35 - conclude Goliani - si dimostra alcolista cronico. Se rivuole la patente deve smettere: è pericoloso per la vita propria e quelle altrui».
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