«Alla Caffaro inquinamento come a Brescia»

«L'inquinamento di Brescia, così come quello di Torviscosa, erano conosciuti da moltissimo tempo. La classe politica, di destra e di sinistra, non ha voluto vedere il problema fino a quando le disgrazie ambientali non si sono trasformate in un grande affare sul quale tuffarsi. I risultati stanno davanti agli occhi di tutti: sperpero di fondi pubblici, blocco dei lavori ed inchieste della Magistratura». A dirlo è Mareno Settimo, vicesindaco di Torviscosa, commentando quanto sottolineato dalla trasmissione Rai, “Presa diretta”, in merito alla situazione ambientale del sito Caffaro di Brescia (nella foto a fianco gli impianti), situazione che per diversi aspetti è stata molto simile a quella di Torviscosa, che però oggi sembra sul punto di uscire da una situazione difficile sia ambientalmente che industrialmente. «Relativamente a Torviscosa- afferma Settimo-, il piano di bonifica del sito recentemente approvato da fondate speranze di poter ripartire. Secondo quanto appurato, in 50 anni di attività la fabbrica della Caffaro avrebbe buttato nelle acque della città 150 tonnellate di Pcb (policlorobifenile) allo stato puro, una sostanza la cui tossicità per il terreno e per l'uomo si misura in microgrammi, eppure da dieci anni non si è fatto nulla e le 25 mila persone, donne,uomini e bambini, vivono ancora a stretto contatto con il Pcb.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








