Allarme docenti in Friuli Venezia Giulia

I sindacati denunciano le carenze per le scuole primarie e secondarie: «Mancano 53 posti e gli alunni sono in crescita»
Di Roberto Urizio

TRIESTE. Allarme dei sindacati sull'organico di docenti nelle scuole del Friuli Venezia Giulia. I posti assegnati nella circolare ministeriale n. 10 dello scorso 21 marzo sono 11.455, 1.464 per la scuola dell'infanzia, 4.032 per la primaria, 2.408 per la secondaria di primo grado e 3.551 per la scuola secondaria di secondo grado; un contingente separato di 484 è stato previsto per le scuole in lingua slovena. «Nelle 158 scuole ad insegnamento in lingua italiana, lo scorso anno, basandoci sui decreti emanati dall’Ufficio Scolastico Regionale e approvati dal ministero i posti assegnati erano di 11.508», sostiene in una nota Natalino Giacomini, segretario regionale della Flc Cgil. «Raffrontando i due dati i conti non tornano: c’è una differenza di 53 posti in meno», continua Giacomini. La dotazione contenuta nella circolare ministeriale è la stessa dell'anno passato ma «il contingente assegnato dal Miur alla nostra regione è stato incrementato di 52 posti». Un incremento, aggiunge Donato Lamorte, segretario regionale della Cisl Scuola, «determinato dal direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale che però quest'anno, pur avendone la facoltà, ha deciso di non confermare giustificando la scelta con una mancata autorizzazione da parte del Ministero». Tra i principali parametri per determinare la dotazione organica degli insegnanti c'è il numero degli alunni che, spiega Giacomini «è cresciuto di 92 unità rispetto all'organico di diritto ma è aumentato di 912 se raffrontato all'organico di fatto. A fronte di ciò non si capisce perché dovremmo subire un taglio di ben 52 posti». Una riduzione che colpisce in particolare Udine (-51 posti) e Trieste (-29) mentre Gorizia se la cava con 4 posti in meno e Pordenone può contare su 32 insegnanti in più. Una scelta, quella di non intervenire con posti in più sull'organico regionale, che Lamorte considera «sbagliata e capace di mettere in difficoltà delle nostre scuole, primarie o secondarie che siano. Speriamo che il direttore regionale ci ripensi». Giacomini assicura che «gli incontri che si susseguiranno nel corso delle prossime settimane ci vedranno impegnati da un lato in un azione di informazione del personale scolastico sulle dotazioni organiche e contestualmente a perseguire l’obiettivo di garantire quantomeno una tenuta degli assetti del personale docente che già rischiano di determinare un arretramento della qualità dell’istruzione e del livello di sicurezza nelle scuole». Nell'ultimo incontro di mercoledì scorso i sindacati hanno chiesto all'Ufficio Scolastico Regionali di attivarsi per garantire i 52 posti mancanti. «Ci sono USR di regioni come la Lombardia, il Piemonte e la Calabria che già hanno autorizzato posti in più. Il nostro Ufficio Scolastico – conclude Giacomini - deve assumersi le responsabilità che gli competono e non può continuare ad avere un comportamento che travalica la realtà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo