All’Ospizio marino di Grado spunta il caso dell’«esodato»

In tribunale a Gorizia l’istanza dell’ex manutentore sui contributi previdenziali Ingaggiato dai commissari liquidatori, deve versare 50mila euro per la pensione
Di Roberto Covaz
Altran Monfalcone-25esimo anniversario-Protesta Cassaintegrati Ospizio Marino-Consiglio Provinciale-Comune-Grado-Foto di Katia Bonaventura
Altran Monfalcone-25esimo anniversario-Protesta Cassaintegrati Ospizio Marino-Consiglio Provinciale-Comune-Grado-Foto di Katia Bonaventura

GRADO. Quarant’anni di contributi e non poter andare in pensione per effetto di un’alternanza non voluta, anzi subita, di contribuzione pubblica e privata. Mancava ancora questa vicenda nell’avvilente saga dell’Ospizio marino di Grado. Protagonista suo malgrado è un ex dipendente, il manutentore Franco Zuliani.

Quando ha chiesto all’Inps di avviare le pratiche per la pensione ha avuto una risposta raggelante: in pensione non può andare a meno che acceda alla ricongiunzione onerosa da gestioni alternative: 47.402,64 euro se paga subito, importo che sale a 70.528 dovesse scegliere la rateizzazione. Per forza i conti dell’Inps non sono in pericolo, come recentemente assicurato dal presidente Tito Boeri.

Zuliani ha lavorato all’Ospizio marino fino al 17 luglio del 2010, poi - in conseguenza della sparizione dell’Ospizio frutto di congiunzioni astrali visto che la giustizia nulla ha accertato - è finito in cassa integrazione.

Al 17 luglio 2010 Zuliani aveva maturato 37 anni e nove mesi di contributi pubblici: era a un passo dalla pensione.

Ma l’ha fregato il mestiere perché mentre fisioterapisti, amministrativi e altre figure professionali sono rimasti disoccupati a tutto tondo, Zuliani come manutentore è stato ingaggiato dai commissari liquidatori nominati dal Tribunale di Gorizia per sporadiche manutenzioni alla centrale termica e agli impianti dell’Ospizio.

Con ciò creando una sovrapposizione di contributi ricostruita con molta chiarezza dall’Inps in una relazione di tre cartelle. Si evince che mentre Zuliani era in cassa integrazione (Inps) percepiva per le saltuarie manutenzioni compensi con contributi Inpdap (pubblici).

Un guazzabuglio inestricabile a meno di pagare un sacco di soldi. Zuliani a rigor di logica potrebbe attingere l’importo per sanare la posizione contributiva investendo la liquidazione, ma in questo caso si avventurerebbe in sabbie mobili molto pericolose.

Quello che emerge con chiarezza dalla relazione dell’Inps è che il Tribunale di Gorizia, la Procura in particolare, avesse agito con maggior celerità agli albori del crac dell’Ospizio marino forse anche la posizione contributiva di Zuliani ne avrebbe giovato.

Allo stato pare non sussistere margini di manovra per il potenziale ma non effettivo pensionato gradese. A meno che non spunti un leguleio con i fiocchi capace di insinuarsi nelle pieghe delle normative.

Intanto, la maledizione dell’Ospizio marino continua.

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