Altran all’Assemblea sull’amianto: «Subito un Testo unico e fondi per le bonifiche»

Se è vero, come si è detto all’Assemblea nazionale sull’amianto, che a questo ritmo di bonifica ci vorranno 85 anni per ripulire l’Italia dal minerale-killer, indubitabilmente non giova la frammentazione, anche normativa, che caratterizza la materia oggetto negli anni di leggi e provvedimenti. Per questo il sindaco Silvia Altran, tra le prime notizie da comunicare, ieri mattina, alla stampa ha posto l’accento proprio sull’adozione di un Testo unico che superi l’estrema discontinuità sulle attuali leggi in vigore, anche a garanzia delle vittime di esposizione alla fibra. È insomma «indispensabile» per «dare una risposta di giustizia» e «assicurare l’effettività delle decisioni giudiziarie e la tutela di un insieme di beni comuni e di diritti costituzionali» arrivare a una norma quadro. Lo ha dichiarato Camilla Fabbri, presidente della Commissione d’Inchiesta Infortuni sul Lavoro che in passato è stata ospite anche a Monfalcone, durante la sua relazione. Nell’intervento ha in particolare citato «le disarmonie dei benefici previdenziali» e «i processi del lavoro per gli ex esposti» che «spesso sfociano nella prescrizione e quindi in una denegata giustizia proprio per le lungaggini processuali dovute alla complessità probatoria».
Concetti apprezzati e sottolineati anche da Altran, presente all’appuntamento in veste di sindaco e di rappresentante della commissione Welfare in seno all’Anci. «È importante - ha dichiarato -, e di questo pure si è lungamente discusso, stanziare finanziamenti nazionali per procedere con le bonifiche. Impensabile, infatti, che in situazioni di rilevante criticità, come potrebbe essere quella della cassa di colmata, per esempio, sia l’ente locale a farsi carico con fondi propri della rimozione. Non solo, si è convenuto sulla necessità di prevedere che tali stanziamenti siano svincolati dal patto di stabilità e impiegabili senza lungaggini burocratiche, con iter snelli per evitare, come accaduto a Casale Monferrato, cui sono stati dedicati 15 milioni, che l’amministrazione non riesca a spenderli per tempo a causa di rigidi vincoli». Numerosi i contatti che Altran ha dichiarato di aver preso per la causa locale. Tra due settimane ci sarà un nuovo incontro a Roma, per studiare il modello di assistenza sanitaria messo in campo a Casale per il caso Eternit (che però ha specificità proprie). «Vedremo - ha affermato la prima cittadina di Monfalcone - se questa impronta è riproducibile anche col Crua o meno». Coi sindaci di Casale Monferrato e Senigallia Altran ha condiviso diverse problematiche, confermando l’impegno, a partire dall’Anci, a muovere le acque insieme per una risoluzione delle rispettive criticità. Va ricordato che la prima cittadina ha depositato il documento emerso dal tavolo permanente sull’amianto, indirizzandolo al presidente Piero Fassino.
«Infine - così Altran - si è convenuto sulla necessità di attuare interventi anche a favore dei privati e degli imprenditori che intraprendono la strada della bonifica dell’amianto proponendo la defiscalizzazione delle operazioni, quando hanno anche un peso significativo sugli investimenti».
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