Altri 49 migranti fermati sul Carso Ma prosegue il rebus accoglienza

Altri quarantanove migranti sono stati intercettati sul Carso triestino nel corso della mattinata di ieri, nell’ambito della stretta sui confini avviata dalla Regione e dal ministero dell’Interno nelle scorse settimane, in concomitanza con l’abituale incremento estivo del flusso migratorio lungo la rotta balcanica. Intanto è uscito il bando per Casa Malala mentre il Consorzio italiano di solidarietà (Ics) vuole vederci chiaro sui trasferimenti annunciati verso altre regioni.
I migranti sono stati rintracciati ieri nel corso di due distinte operazioni, avvenute rispettivamente a Grozzana e a Basovizza nell’ambito dei pattugliamenti giornalieri finalizzati al monitoraggio degli ingressi. Uno dei due gruppi è stato fermato dagli agenti della Polizia di frontiera terrestre. L’altro è stato bloccato da una volante di Muggia. Si tratta di cittadini perlopiù pakistani ma anche afgani e nepalesi. Tra di loro c’erano dieci minorenni. Nessuna donna.
Dopo il ritrovamento gli uomini sono stati portati alla caserma di Fernetti e agli Uffici della Polizia marittima per i controlli di rito, realizzati dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Hanno tutti richiesto protezione internazionale. Poi sono stati distribuiti nelle altre province del Friuli Venezia Giulia.
Il 3 luglio 29 profughi erano stati fermati sul versante italiano dell’altipiano carsico: il primo risultato dall’inizio dell'attività di pattugliamento congiunta italo-slovena. Per quanto riguarda i trasferimenti, il Consorzio italiano di solidarietà (Ics) ha fatto pervenire un chiarimento, anche alla luce del programma di dimezzamento delle presenze di richiedenti asilo in Friuli Venezia Giulia annunciato negli scorsi giorni dalla Regione, a seguito della visita in città di Matteo Salvini. «I trasferimenti avvengono quotidianamente - afferma il presidente di Ics Gianfranco Schiavone - in coordinamento con la Prefettura e l’Azienda sanitaria. Casa Malala (la struttura di prima accoglienza da circa un centinaio di posti che si trova in località Fernetti, ndr) non può contenere tutti gli arrivi. Solo a giugno da Trieste sono state trasferite circa 250 persone e il numero nei prossimi mesi estivi è destinato a salire. La redistribuzione programmata sul territorio nazionale ha senso». E aggiunge: «Le cose però cambiano se il discorso riguarda chi è già inserito in programmi d’accoglienza. In quel caso gli spostamenti sono regolati dalla direttiva Ue 33/2013 e sono consentiti solo se “necessari” in base a ragioni di tipo tecnico. Le persone non sono oggetti e non possono essere trasferite in base alla mera volontà politica. Senza contare che ciò comporterebbe uno spreco di denaro pubblico a causa dell’aumento del carico amministrativo che ne conseguirebbe. Se ciò si verificasse, non escludiamo di ricorrere a vie legali».
Nel frattempo la Prefettura ha emesso il bando per appaltare la gestione di Casa Malala. Si tratta della terza e ultima gara per l’assegnazione dell’accoglienza a Trieste, dopo che i primi due sono andati a vuoto. Stavolta il costo stabilito per la gestione quotidiana di ogni persona migrante è di 19 euro e 40 centesimi. Il termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione è fissato al 16 agosto. —
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