«Altro che cenerentola Turriaco è apripista con la differenziata»

TURRIACO. È piuttosto complicato definire Turriaco “cenerentola della differenziata” per il sindaco Enrico Bullian. «Tanto più se paragonata a Monfalcone che ha performance più basse di oltre il 10% sulla raccolta differenziata e vistose criticità, anche legate al contesto urbano diverso», afferma il sindaco. Nel periodo 2014-2019 a Turriaco si è passati dal 65% al 78% di differenziata, grazie anche alle innovazioni testate come primo Comune in provincia (da giugno 2015 mastello con tag per il secco residuo abbinato al nucleo familiare che lo produce). Il principio è “più differenzi e meno paghi”, com’è riscontrabile sulla base della Tari dell’ultimo triennio, costantemente diminuita a livello generale per le utenze domestiche. «S’è potuta ridurre l’incidenza della Tari sulle famiglie – spiega Bullian – anche perché sono migliorate le percentuali di differenziata che permettono di destinare al termovalorizzatore minori quantità di secco residuo e di “sfruttare” il differenziato attraverso la vendita ai Consorzi di plastica e carta in particolare».

Dal 2019, primo Comune nel Monfalconese, è stata introdotta la tariffa puntuale, legando una parte della Tari ai rifiuti di secco residuo effettivamente prodotti. Infine, fra i primi Comuni a livello provinciale, è stato installato da Isa un punto di raccolta per gli oli domestici esausti nel nuovo parcheggio nel centro del paese, che ha dato ottimi risultati, a fianco della Casetta dell’acqua, altro servizio per i cittadini che fa diminuire la produzione di rifiuti plastici. «Il contenitore per la raccolta della carta l’abbiamo distribuito in accordo con Isa oltre un anno fa – aggiunge Bullian –. Inoltre Isa sta gestendo l’eco-piazzola comunale, che serve anche il Comune di San Canzian. Non entro nel merito delle richieste del Comune di Monfalcone a Isa, che nel caso di Turriaco non avrebbero nemmeno senso, come Vasco, sui cui dati e costi ci sarebbe tutto da discutere, anche se devo osservare che non è credibile, né pensabile attuare un passaggio di raccolta della plastica in più senza aumentare i costi e dunque la Tari».—

La. Bl.

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