Musig (Cassa Rurale Fvg): «Imprese isontine resilienti, ma il nodo è il passaggio generazionale»

Il direttore analizza lo stato di salute dell'economia locale: dal sostegno post-alluvione nel Collio all'apertura di nuove filiali. «Il commercio resta il settore più in difficoltà».

Marco Biasich
Andrea Musig, direttore generale di Cassa rurale Fvg
Andrea Musig, direttore generale di Cassa rurale Fvg

"Resilienza" è un termine oggi tanto in voga, forse anche per una certa eleganza che porta in sé, sicuramente perché in tempi difficili come quelli attuali vale un po' per tutti e tutto. Sta di fatto che sono così, resilienti, le tante imprese eccellenti dell'Isontino scrutate dal punto d'osservazione di una realtà come la Cassa Rurale Fvg abituata a lavorare al loro fianco. Oggi la banca è strutturata su 22 filiali con 150 dipendenti, 9.506 soci e 36.732 clienti, per un patrimonio di 138 milioni di euro.

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Direttore Andrea Musig, come possiamo fotografare il momento attuale dell'impresa, a livello isontino?

«Un mondo resiliente, per usare un termine di moda. Sta affrontando il tema dei dazi che però al momento non sembra impattare in modo rilevante. Una tematica sicuramente trasversale per tutte le aziende, anche dell'Isontino, è la ricerca del personale molto complessa e difficile. In alcuni settori, come quelli della ristorazione, dell'edilizia o della cantieristica, con il ricorso a personale estero».

Ci sono delle peculiarità del territorio che aiutano o viceversa ostacolano le aziende?

«Le aziende che hanno affrontato questi anni e sono uscite vincenti affrontano spesso il tema del passaggio generazionale, che è complicato. Ci sono numerosi esempi virtuosi, ma non sempre è così. È sempre più frequente la vendita di aziende a realtà più grandi, spesso fuori regione, o a fondi di investimento. Questo consente alla nostre imprese di continuare a produrre, con maggiori potenzialità, ma i centri decisionali si spostano in altri luoghi. Ed è inevitabile anche un trasferimento di ricchezza».

Quali settori hanno maggiore bisogno di sostegno?

«Il settore più in difficoltà è il commercio, per un tema nazionale e non solo. Il venir meno di molte aziende che operano in questo settore impatta sulla stessa vita sociale. Per le banche del territorio è un problema».

Il 2025, con l'alluvione dell'autunno, ha messo in ginocchio molte realtà del Collio...

«La nostra Cassa è stata impattata direttamente dato che il comune di Romans (dove abbiamo una filiale) o meglio la frazione di Versa, è stata coinvolta nell'alluvione. Stesso discorso per Cormons dove la nostra filiale è storica, e dove due filiali di banche nazionali hanno chiuso lo sportello nel 2025. Abbiamo dato un sostegno concreto con finanziamenti agevolati a tasso zero per un primo soccorso, deliberato la sospensione dei mutui, contribuito con le altre Bcc regionali a una raccolta fondi ancora in corso. Inoltre organizzeremo la prossima assemblea dei soci a Romans come segno di concreta vicinanza e sosterremo i progetti del Comune in campo scolastico».

Come vi rapportate con le imprese?

«Abbiamo un modello di banca di prossimità con le filiali sul territorio, fatta di gestori dedicati e fidelizzati nel rapporto con le aziende. La nostra politica del personale non ci porta a continui cambiamenti di ruolo e questo è molto apprezzato. Alle spalle abbiamo un gruppo nazionale, Cassa Centrale Banca, con il quale siamo in grado di supportare le nostre aziende nel loro percorso di crescita dimensionale».

Quali novità all'orizzonte?

«Entro il primo semestre apriremo una nuova filiale a San Giorgio di Nogaro, e tra pochi giorni inaugureremo anche la rinnovata filiale, in questo caso storica, a Farra d'Isonzo, a concreta conferma della nostra presenza sul territorio».

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