Anziana cade e muore nella casa di riposo Direttrice sotto accusa
Novantenne, ammalata di Alzheimer. È morta precipitando dalla rampa delle scale delle casa di riposo con la sua sedia a rotelle, rimanendo a terra per oltre un’ora senza che nessuno del personale se ne accorgesse. Ma il decesso non è stato causato dai traumi dovuti alla caduta, bensì da asfissia: l’anziana si è soffocata con il rigurgito del cibo che aveva nello stomaco.
Per quell’incidente, avvenuto il 20 ottobre del 2017 nella Residenza Polifunzionale Villa Verde di Santa Croce, è scattata un’indagine della Procura: chi dirigeva la struttura all’epoca dei fatti deve ora rispondere di omicidio colposo.
Il fascicolo è stato aperto dal pm Cristina Bacer, che ha chiesto il rinvio a giudizio per la dirigente. In prima battuta figurava tra gli indagati pure l’infermiera che era in turno al momento dell’incidente. Ma la sua posizione è stata successivamente archiviata. L’udienza preliminare dal gup Luigi Dainotti è in programma a giugno.
Secondo l’accusa la responsabile della casa di risposo non avrebbe predisposto – personalmente o attraverso gli operatori in servizio – un’adeguata sorveglianza per la novantenne; un’anziana fragile vista l’età e i deficit cognitivi che il morbo di Alzheimer comporta. La donna, inoltre, non era in grado di camminare autonomamente.
La Residenza Polifunzionale, inoltre, avrebbe dovuto adottare misure di sicurezza specifiche per evitare rischi, come i sistemi di chiusura degli accessi alle scale. I maniglioni, ad esempio, da installare nei punti più pericolosi.
Stando alle ricostruzioni, la novantenne era salita al terzo piano usando un ascensore. Era sulla sedia a rotelle. In quel momento erano circa le 18.40, nessuno del personale aveva notato l’anziana allontanarsi.
Poi, probabilmente disorientata, la donna ha cercato di spostarsi o di voltarsi con la sedia a rotelle. Ma facendo manovra è caduta all’indietro, di schiena, rotolando dalla rampa delle scale e finendo sul pianerottolo sottostante con la sedia su cui era seduta.
C’erano sistemi di sorveglianza? Qualcuno controllava? Ma perché le scale erano sprovviste di barriere?
La novantenne è restata lì, da sola e in quella posizione, fino alle 19.45. Più di un’ora. E il rigurgito del cibo che aveva mangiato nelle ore precedenti, l’ha soffocata. Forse non sarebbe successo se fosse intervenuto qualcuno a soccorrerla. Anche perché, come accertato, la vittima non aveva riportato traumi tali da determinare il decesso.
La responsabile della casa di riposo è difesa dall’avvocato Claudio Giacomelli; mentre le figlie della vittima, costituite parte civile, sono tutelate dall’avvocato Giorgio Borean che è in trattativa con l’assicurazione della casa di riposo per i risarcimenti. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








