Aperta la Porta Santa all’isola di Barbana

Quasi un migliaio di fedeli ha assistito alla solenne celebrazione officiata dall’arcivescovo Carlo Maria Redaelli
Di Antonio Boemo

GRADO. “Pater Peccavi”, Padre ho peccato, è scritto nella lunetta sopra l’ingresso della Porta della Misericordia del Santuario di Santa Maria di Barbana che è stata solennemente aperta ieri pomeriggio dall’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Maria Redaelli. Quasi un migliaio i fedeli presenti, un bel numero se si pensa che buona parte dei gradesi è già impegnata col lavoro stagionale, ma anche ad altre iniziative concomitanti. La Porta della Misericordia di Barbana rimarrà aperta fino al 31 ottobre quindi c’è tutto il tempo a disposizione per oltrepassarla.

Una Porta che - come ha detto l’arcivescovo Redaelli - ci ricorda e ci invita ad accogliere con fiducia e con gioia».

Nell’omelia durante il solenne Pontificale, l’arcivescovo ha fatto diversi passaggi di grande spessore. «Alla luce di queste considerazioni - ha detto -, vorrei che vedessimo questo Santuario come segno delle mani di Dio: mani aperte per accogliere tutti; mani che accarezzano chi è ferito e sfiduciato; mani che asciugano lacrime di tristezza, di sofferenza, di pentimento; mani che incoraggiano e benedicono; mani che proteggono e difendono». E qui ha inserito un passaggio ulteriormente importante, significativo e attuale: «Mani che ci insegnano a nostra volta ad avere mani e cuori accoglienti verso i bisognosi con lo stesso coraggio e la stessa generosità che Papa Francesco sta testimoniando in queste ore sull’isola greca di Lesbo». La solenne cerimonia è iniziata all’aperto, nei pressi del molo di sbarco, sotto una grande croce con le insegne giubilari. Preghiere con l’arcivescovo e poi il padre guardiano del Santuario, Fra Stefano Gallinaro, ha dato lettura del vangelo con la parabola della pecorella smarrita. Quindi in processione verso la Porta della Misericordia al canto delle litanie ed il momento della solenne apertura con l’ingresso in Santuario: un momento davvero commovente, significativo, importante e sentito.

Tanti i fedeli. Tante autorità e associazioni che sono state citate anche da padre Mario Favretto, responsabile provinciale dei frati minori della provincia Veneta a conclusione della cerimonia religiosa. Padre Favretto unitamente all’arciprete di Grado, monsignor Armando Zorzin, a monsignor Adelchi Cabas, vicario provinciale, e a monsignor Arnaldo Greco, delegato giubilare dell’arcidiocesi, hanno conconcelebrato il Pontificale presieduto dall’arcivescovo, accompagnato dalla Schola Cantorum dell’Arcidiocesi diretta dal don Francesco Fragiacomo. Nel corso della cerimonia ci sono state anche delle letture nelle lingue ufficiali della Diocesi, oltre all’italiano, il friulano e lo sloveno. Numerose anche le autorità civili e militari, tra le quali il commissario straordinario al Comune di Grado, Claudio Kovatsch, i generali Vincenzo Procacci e Giuseppe Gerli, rispettivamente comandanti regionali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il comandante della Capitaneria di Porto di Monfalcone, Pasquale Di Gioia, con tutti i rispettivi comandanti provinciali e locali, il comandante della Polizia Locale di Grado, il consigliere regionale Rodolfo Ziberna e il vicepresidente della Provincia di Udine, Franco Mattiussi.

La cerimonia religiosa si è conclusa con la lettura della Bolla ufficiale d’apertura della Porta, la benedizione impartita dal vescovo e l’affermazione che il Santuario di Barbana è un luogo di misericordia dove i fedeli incontrano la Vergine ribadendo che tutto ha luogo all’insegna della grazie e della misericordia.

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