Appalto Fincantieri, prove di dialogo

Una ventina di persone sedute attorno al tavolo per trovare la sintesi tra le esigenze di Fincantieri nello stabilimento di Panzano e le aspettative di una città che, come dice il sindaco «si è stufata di essere lo spogliatoio del cantiere». Frase che non è piaciuta alla decina di dirigenti Fincantieri presenti ieri nella restaurata sala consigliare del municipio al Tavolo regionale su cantieristica e navalmeccanica. Il sindaco ha scelto di aprire agli ospiti la nuova sala nonostante tra gli ospiti stessi ci fossero anche i dirigenti di una società dello Stato che lunedì le ha impedito di prendere la parola alla consegna della Msc Seaview («uno sgarbo alla città non far parlare il sindaco, a una città che ha subito e sta subendo conseguenze negative dalle dinamiche produttive di Fincantieri», le parole di Cisint). Attorno al tavolone, oltre al sindaco e all’assessore Garritani, il presidente Paoletti e il direttore Medeot della Camera di commercio Venezia Giulia, il direttore Battilana e il vicedirettore Ciarrocchi di Confindustria Venezia Giulia e il presidente Fedriga e l’assessore alle attività produttive Bini della Regione.
Stampa locale tenuta lontana dalla sala del Tavolo, sull’esito dell’incontro fa fede quanto riporta la nota stampa della Regione. Le dichiarazioni di Fedriga: «Abbiamo cercato di darci delle tappe serrate, in primis per capire le esigenze produttive di Fincantieri da oggi ai prossimi anni, lasciando ora il compito principalmente a Camera di Commercio Venezia Giulia e Confindustria Fvg di ricercare le aziende che possano inserirsi nel ciclo produttivo di Fincantieri, creando così nuovi posti di lavoro sul territorio. La Regione farà la sua parte mettendo a disposizione proprie risorse per formare i lavoratori che saranno in grado di operare compiutamente e in totale sicurezza, garantendo in questo modo nuove opportunità ai giovani di un’area che ha risentito di molte crisi occupazionali». L’obiettivo è il seguente. Chiedere a Fincantieri di indicare nel dettaglio la tipologia delle forniture di cui necessita e il profilo dei lavoratori da impiegare. Avute queste informazioni Camera di commercio e Confindustria si impegnano a ricercare sul territorio quanto Fincantieri ha bisogno. Ciò consentirebbe, secondo i promotori del Tavolo, di calibrare un appalto in grado di garantire ricadute economiche e occupazionali più vantaggiose a livello locale. C’è poi lo scoglio del costo della mano d’opera fatto presente da Fincantieri. E qui il dialogo già sofferto pare destinato a impantanarsi. È dai tempi del cottimo, anni Cinquanta, che la dirigenza del cantiere adombra il rischio di soccombere a “causa” dei costi della mano d’opera asseritamente più alti dei concorrenti. Una storia ben nota al sindaco Cisint che non per nulla ribadisce di voler «puntare a ridurre la mano d’opera in sub-appalto per dare lavoro a quella locale e ricreare le condizioni affinché il sistema salariale, attualmente distorto, possa riassestarsi su livelli congrui alle singole aspettative di vita». A breve un altro tavolo.
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